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«Il carcere “laboratorio di speranza”». Il Vescovo incontra i detenuti e Casa Betania


Il Vescovo di Cassano all’Jonio, mons. Francesco Savino, ha fatto visita, oggi, ai detenuti del carcere di Castrovillari.

Com’è consuetudine ormai da tempo, una volta al mese, il presule incontra  i detenuti della casa circondariale di Castrovillari e, subito dopo, condivide il pranzo con i poveri della mensa di Casa Betania, sempre a Castrovillari.


Il Vescovo Francesco (nella foto con il cappellano del carcere, don Francesco Faillace), dopo aver incontrato e ascoltato i detenuti, a chi gli chiedeva qualche sentimento condiviso, ha riferito che il Carcere, è per definizione, un luogo dove si sperimenta che basta poco per rovinarsi la vita; al tempo stesso, richiamando le parole di Papa Francesco, ha ribadito che ogni carcere deve diventare “laboratorio di speranza”.Ogni detenuto non può sentirsi abbandonato, a causa dei suoi errori, ad un destino di disperazione.

Il presule ha ribadito, inoltre, che finchè c’è speranza c’è un orizzonte di senso, c’è vita.
L’esperienza, poi, del pranzo con i poveri alla mensa di Casa Betania (nella foto mons. Savino con i volontari), ha consentito al Vescovo, per un verso di ringraziare tutti i volontari e le volontarie che ogni giorni gratuitamente preparano un pasto buono e dignitoso per i tanti che bussano alla porta della mensa stessa, per l’altro verso di sperimentare ancora una volta quanto sia vero vero che le persone impoverite, per le diverse ragioni, sono la “carne viva” di Cristo.
Infine, ricordando il giorno della sua consacrazione episcopale, mons. Savino ha riaffermato che sono proprio gli ultimi, gli esclusi, gli scartati, che ti evangelizzano e che ti cambiano la vita.