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I Domenica di Avvento 3 Dicembre 2017


I  DOMENICA  DI  AVVENTO [SCARICA]

3  Dicembre 2017

 

Inizia con il tempo di Avvento un nuovo Anno Liturgico: ci prepariamo all’evento che Gesù stesso ha indicato ai suoi discepoli come definitivo, quando verrà instaurata la giustizia e si compirà il Regno dei cieli. Il grido della Chiesa in questo tempo è quello della Sposa che, insieme allo Spirito, dice: «Vieni, Signore Gesù! Maranà tha!» (Ap 22,17.20; 1Cor 16,22) (cfr. Enzo Bianchi). In Avvento ci aiuteranno alcune “parole” perché non dimentichiamo che l’Atteso è il Signore.

In questa prima Domenica, la parola rivolta a noi credenti è “vigilare”. Siamo chiamati a ripensare al rapporto che abbiamo con il tempo, noi che siamo presi dall’ansia del futuro e che, invece di attendere il compimento della Promessa di salvezza, ci lasciamo cogliere dalla “minaccia” di catastrofe: la paura prevale sulla speranza, il ripiegamento su se stessi sullo slancio creativo e progettuale.

La vigilanza ci riconduce alla nostra umanità e alla nostra fede. Vigilare significa avere la coscienza sveglia, resistere al rischio del “sonno della ragione”. L’idolatria è sempre in agguato: occorre vigilare per riconoscere e tenere a bada gli idoli che ci seducono promettendo felicità. Vigilare è “essere responsabili verso se stessi, il proprio corpo, le cose e le relazioni, gli altri, la propria condotta, il proprio ministero, e infine verso Dio stesso” (Luciano Manicardi).

“Vigilante” è colui che vive il proprio ministero, il proprio lavoro, la propria vita come compito affidatogli. La vigilanza si concretizza in una duplice fedeltà a Dio e alla Sua volontà, da una parte e, dall’altra, alla terra con le sue istanze. L’esercizio costante di essa consente al credente di affrontare le forze mondane che ostacolano l’unificazione di sé davanti al Signore e davanti agli altri.

Il ministero di Vescovo, cioè di colui che ha il compito di vegliare, mi richiama costantemente alla responsabilità nei confronti di tutti coloro che Dio mi ha affidato. Ma, attenzione, la vigilanza non può essere delegata soltanto ad uno, perché la responsabilità coinvolge tutti i cristiani: “quello che dico a voi, lo dico a tutti: vegliate!” (cfr. Mc 13, 37). Un padre del deserto (abbà Poemen) scrisse: “non abbiamo bisogno di nient’altro che di uno sguardo vigilante”.

La vigilanza ci riporta alla caducità del mondo,  alla nostra morte, senza disperazione ma con la certezza che il Signore è venuto, viene sempre e ritornerà.

L’attenzione (“state attenti” Mc 13, 33) è costitutiva della vigilanza, è “una tensione interiore di tutta la persona verso il fine assegnato alla vita […] E’ già preghiera, è invocazione, anelito, implorazione, ma poi anche discernimento, riconoscimento, contemplazione della presenza del Signore”. (Luciano Manicardi)

Iniziamo, dunque, un tempo di discernimento, riconoscimento e contemplazione della Presenza del Signore, ciascuno nella sua vita personale e comunitaria.

Buon Avvento a tutti!

   Francesco Savino