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Domenica di Pentecoste 20 Maggio 2018


DOMENICA  di  PENTECOSTE [SCARICA]

20  Maggio  2018

La festa della Pentecoste, cinquanta giorni dopo la Pasqua, celebra il dono dello Spirito e invoca ciò che ancora non è, ovvero “l’estensione universale e cosmica delle energie di vita e salvezza dispiegate da Dio nella Resurrezione di Gesù.” (cfr. L. Manicardi).

Gesù, il Risorto, asceso al cielo, è “ritornato” nella condizione di Dio, adempie ad una promessa fatta ai suoi discepoli, cioè di inviare loro il Paraclito, il Consolatore (cfr. Gv 14, 16.26; 16, 7). Lo Spirito Santo, già consegnato sulla Croce da Gesù (cfr. Gv 19, 30), è Colui che “rende presente Cristo nella Chiesa, rende i cristiani capaci di testimonianza e accompagna l’evangelizzazione” (E. Bianchi).

Secondo il IV Vangelo, lo Spirito è alitato da Gesù Risorto sui discepoli otto giorni dopo Pasqua (cfr. Gv 20, 22-23), secondo l’evangelista Luca è sceso più volte sulla nascente comunità cristiana: a Gerusalemme (cfr. At 2, 1-11), a Cesarea (cfr. At 10, 44), ad Efeso (cfr. At 19, 6). Ci troviamo dinanzi a modalità diverse per raccontare la presenza costante dello Spirito nella vita della Chiesa. 

Il brano evangelico di questa Domenica di Pentecoste presenta la promessa dello Spirito fatta da Gesù ai discepoli nei discorsi di addio (cfr. Gv 12, 31 – 16, 33).Tale promessa è anche per noi, oggi, che celebriamo qui la presenza dello Spirito dentro di noi e in mezzo a noi.

“Quando verrà il Paraclito che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, Egli darà testimonianza di me; e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio”: Gesù dice che lo Spirito, il Consolatore-Avvocato, ha il compito di dare testimonianza a Gesù stesso. 

Nei giorni e nelle ore in cui Gesù e i suoi discepoli sono oggetto di accuse e ostilità, lo Spirito ha il ruolo di avvocato difensore. 

“Il discepolo è un testimone che ha ascoltato le parole di Gesù, è stato coinvolto con lui fin dall’inizio del suo ministero pubblico (cfr. At 1,21-22); ebbene, dopo la morte e resurrezione di Gesù, lo Spirito Santo abilita il discepolo a rendere questa testimonianza fino alla morte, fino a confessare il suo Signore dando la propria vita nel martirio” (E. Bianchi).

“Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future”: Lo Spirito avrà anche il compito di guidare i discepoli gradualmente a comprendere sempre più in profondità la persona di Gesù Cristo e il mistero di salvezza.

Sì, è vero, lo sperimentiamo spesso: senza lo Spirito Santo non comprendiamo l’identità di Gesù e i “segni” che Egli compie nella Chiesa e nel mondo.

Secondo san Basilio, lo Spirito Santo è “il compagno inseparabile di Cristo”, pertanto non si discosterà mai da Gesù, anzi lo renderà presente e attualizzerà il Cristo.

Negli Atti degli Apostoli, grazie alla mediazione dei simboli, cogliamo altre specificità dello Spirito.

La casa: un gruppo di uomini e di donne sono raccolti nella stanza al piano superiore (At 1, 13). La casa è simbolo di intimità e di accoglienza, in essa, in ogni casa, lo Spirito Santo la costituisce Suo tempio.

Il vento: “venne all’improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso”: “Mentre tu sei impegnato a tracciare i confini di casa tua, lui spalanca finestre, dilata lo sguardo. Ti fa comprendere che dove tu finisci inizia il mondo, che la fine dell’isola corrisponde all’inizio dell’oceano, che dove questa tua vita termina comincia la vita infinita. Tu confini con Dio” (E. Ronchi).

Il fuoco: lo Spirito accende sempre entusiasmo, gioia, sorriso, comprensione e amore anche nei giorni più bui. A questo fuoco possiamo accedere sempre: lo Spirito ci rende continuamente liberi e creativi, spingendoci al largo per scoprire la bellezza e iniziare nuovi cammini.

E’ lo Spirito che edifica la Chiesa.

Auguro a tutti di riscoprire che abbiamo un “maestro interiore” il quale ci sostiene, ci incoraggia e ci consola.

Buona festa di Pentecoste!

   Francesco Savino