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Festa Madonna del Castello, Savino: «Tre consegne da Maria: ascolto, impegno a farsi prossimi e a meditare»


OMELIA FESTA MADONNA DEL CASTELLO [SCARICA]

Castrovillari, Lunedì 1 Maggio 2017

È bello ritrovarsi anche quest’anno, all’inizio del mese di Maggio, in questo bel Santuario diocesano per venerare la Vergine Maria sotto il nome di Madonna del Castello. Il mio grazie particolare va a don Carmine De Bartolo per la pazienza e la passione che profonde nella cura di questo luogo e soprattutto delle persone che qui, da diversi luoghi della Diocesi e anche fa fuori, si ritrovano per affidare alla Vergine le proprie ansie e per chiedere la pace.

Il nostro radunarci qui, oggi, è illuminato dalla Parola che abbiamo ascoltato.

La prima lettura, tratta dal Libro dell’Apocalisse, ci consegna l’ultima delle visioni del Veggente di Patmos: “un cielo nuovo e una terra nuova la nuova Gerusalemme” che è l’umanità rinnovata in Cristo, di cui Maria è anticipo e piena realizzazione. La città nuova è, infatti, come “una sposa adorna per il suo sposo”, come “la tenda di Dio con gli uomini”. Ciascuno di noi è chiamato a rispondere nella propria esistenza, personale e comunitaria, alla vocazione sponsale, ad essere “tenda di Dio”, proprio come Maria.

La Vergine Maria, Madre del Signore Nostro Gesù Cristo, è madre dell’umanità, della Chiesa, di ciascuno di noi. Ella cammina con noi. Come ha sostenuto i primi passi della Chiesa nascente, ha accompagnato e continua ad accompagnare il “pellegrinaggio” di tutti i figli che il Figlio le ha affidati, ai piedi della Croce, con il discepolo amato.

L’autore degli Atti degli Apostoli, nel passo che abbiamo ascoltato, dice: “erano perseveranti e concordi nella preghiera, insieme ad alcune donne e a Maria, la madre di Gesù, e ai fratelli di lui”. La Madre accompagna, sostiene sempre il cammino dei discepoli, li incoraggia, e li invita a fare qualsiasi cosa Gesù dice, come a Cana di Galilea.

In questo senso va letta anche la pagina del Vangelo. Un testo breve che, ad una lettura superficiale e distratta, sembrerebbe rivelare un tratto aspro del carattere di Gesù, che si mostra quasi indifferente alla presenza di sua madre. In realtà, nelle parole pronunciate da Gesù, si rivela esattamente la grandezza di Maria, la sua maternità che va oltre la carne e il sangue: “Mia madre e miei fratelli sono questi: coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica”. E Maria ha fatto esattamente questo: ha ascoltato la Parola di Dio al punto che Dio in lei ha trovato una radicale accoglienza e l’ha messa in pratica tanto da darlo alla luce, da partorirlo. Le parole di Gesù, perciò, si aprono a comprendere tutti i discepoli, ciascuno di noi: siamo invitati ad essere come Maria, a vivere quella “maternità” spirituale che consiste nell’ascoltare la Parola di Dio (concepimento/semina) e nel praticarla (generazione/germogliazione). Non a caso la grandezza di Maria viene così delineata da Gesù proprio alcuni versetti dopo il racconto della parabola del Seminatore in cui, attraverso la similitudine con il seme e con il terreno, è descritta tutta la dinamica della vita cristiana che intercorre tra la proposta di Dio e l’accoglienza di questa proposta.

Tre sono le “consegne” che oggi riceviamo dalla Vergine Maria, dalla Madonna del Castello. Accoglierle e decidere definitivamente di impegnarci a viverle, per ciascuno di noi, per la città di Castrovillari sarà celebrare la “festa”!

La prima consegna è un rinnovato impegno nell’ascolto. Senza ascolto non c’è e non può esserci vita cristiana autentica. La fede nasce dall’ascolto. È ascoltando che facciamo spazio in noi alla Parola, è ascoltando che permettiamo al seme della Parola di attecchire nella nostra vita. Tale consegna è una vera e propria sfida in un contesto sociale in cui siamo sempre più distratti e attratti da strumenti digitali che sono prevalenti rispetto al contenuto della comunicazione stessa. Abitiamo “piazze” virtuali in cui i lineamenti dei volti delle persone diventano sempre più sfocati e le parole sempre più vuote, anonime, disabitate. Ascoltare ci aiuta a rimettere al centro Dio e l’uomo, a decifrare i sogni dell’Uno e dell’altro. Ascoltare la Parola ci permette di cogliere il senso della nostra esistenza e della storia. Ascoltare ci apre all’esperienza del sentici radicalmente amati da Dio. Ascoltare ci impegna a dare seriamente attenzione ai fratelli e ai loro bisogni.

La seconda consegna è l’impegno nel farci prossimi. Maria è stata attenta alla Parola e sempre attenta alle necessità dei fratelli. A Cana di Galilea è lei che si accorge che il vino è venuto a mancare e, alla notizia della gravidanza di Elisabetta, raggiunge in fretta la cugina e lì si ferma per tre mesi per prestare il proprio aiuto. Onorare Maria significa imitarla in questo “esodo” da sé verso la “terra promessa” che è la presenza di Dio riconosciuto, amato e servito nel volto dei più fragili e poveri. Mi piace pensare che Gesù, quando affermava “ero affamato, assetato, nudo, forestiero, ammalato, carcerato … e mi avete servito … lo avete fatto a me” nel discorso escatologico del Vangelo di Matteo, avesse come modello sua madre Maria, sempre pronta ad accogliere, servire, condividere. Se non possiamo “concepire” Gesù senza ascoltare la Parola di Dio, non possiamo nemmeno generarlo, darlo al mondo, senza un serio impegno di prossimità.

La terza consegna è l’impegno a pensare, a pensare profondamente, a “meditare”.
Maria è la donna del pensiero profondo, che va oltre le apparenze, che mette insieme l’ascolto di Dio e della sua Parola con l’ascolto dei fratelli, dei loro bisogni, dell’umanità e delle sue attese. Il verbo greco utilizzato nei Vangeli per designare l’atteggiamento interiore di Maria è “symballo” che significa “metto insieme” ed esprime la capacità straordinaria di Maria di “fare sintesi”. Se l’opera del maligno è quella che viene espressa dal verbo “diaballo”, che significa “separo”, da cui il termine diavolo, chi desidera impegnarsi nella sequela del Signore Gesù, il discepolo, il credente, agisce come Maria che “meditava tutte queste cose custodendole nel suo cuore”.

In questo giorno di festa, il mio augurio è che la vita di ciascuno, delle vostre comunità, degli abitanti di questo territorio sia segnata da un rinnovato impegno ad ascoltare, a farsi prossimo, a pensare profondamente per riconoscere l’azione dello Spirito Santo che il Risorto ci assicura e per essere strumenti trasparenti del Suo progetto di speranza e di vita.

 ✠ Francesco Savino

(foto di Pietro Sallorenzo)