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Giovedì Santo 2018 Messa in Coena Domini


Giovedì  Santo  2018

Messa in Coena Domini [SCARICA]

29  Marzo  2018

Abbiamo ascoltato ancora una volta il racconto della lavanda dei piedi che Gesù compie “prima della festa di Pasqua, sapendo che era giunta la sua ora… mentre cenavano”: gesto scandaloso, di rottura. Erano gli schiavi o le donne che lavavano i piedi. Ora è il Maestro, Gesù, il Figlio di Dio, che lava i piedi.

Siamo ancora una volta dinanzi ad un gesto rivoluzionario di Gesù. Come sempre Gesù rovescia la piramide!

Lasciamoci interrogare da questo gesto immaginando di trovarci in quel cenacolo e di instaurare un dialogo con Gesù, ponendogli alcune domande: chi sei tu, Gesù? chi sono io? che cosa dici, quest’anno, alla nostra Chiesa locale, alla nostra Diocesi?

Chi sei tu, Gesù?

“sapendo che era venuta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò fino alla fine”.

Ci ami anche nell’ora del tradimento, l’ora in cui tutti ti abbandoniamo. Sino alla fine. Non ti risparmi. Ti inginocchi per lavare i piedi anche a chi ha deciso di “consegnarti”, di tradirti per denaro. Anzi lo chiami “amico”. Tu sei veramente “libero”. Non ti lasci sfiorare dal risentimento, pur legittimo. Tu vivi una giustizia che va oltre la logica dell’“occhio per occhio, dente per dente”. La tua libertà è la Verità. In te non c’è doppiezza! In te c’è un’armonia totale tra quello che pensi, quello che senti e quello che vivi.

Chi sei tu, Gesù?

“si alzò da tavola, depose le vesti, prese un asciugamano e se lo cinse attorno alla vita”.

Sei il “servo-schiavo” che rinuncia ad ogni pretesa del suo “io”, e ti curvi su ogni persona, senza differenze, e lavi i suoi piedi. Un lavacro che toglie via la sporcizia del peccato, le incrostazioni del male che indurisce il cuore. Tutta la tua vita è una “lavanda di piedi”. Una vita di servizio, di prossimità, di vicinanza. Niente ti ha fermato: né le leggi, né l’istituzione, né la paura, né le convenienze sociali, né l’amor proprio. Ti sei “svuotato” di tutto, ti sei “kenotizzato”. Hai messo l’“altro” al di là di ogni appartenenza sempre prima delle tue esigenze e dei tuoi bisogni. particolarmente l’“altro” più fragile, scartato e rifiutato, marginale e impoverito perché tutti capiamo che ognuno ha la sua fragilità, la sua povertà e la sua marginalità, anche quando i paramenti mondani sembrano dire tutt’altro.

Chi sei tu, Gesù?

“se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri. Vi ho dato un esempio, infatti, perché voi facciate come io ho fatto a voi”.

Tu sei il Maestro e il Signore che dà l’esempio! Tu non sei un demagogo, uno che parla e non vive quello che dice. Tu sei la coerenza tra la Parola e la vita.

Chi sono io?

Io sono un “amato” da Gesù. Amato per quello che sono e non per quello che appaio. Amato con tutte le mie contraddizioni. Senza meriti. Sono custodito da te! Sono prezioso per te per la mia “inutilità”. Gesù, Tu non mi ami perché sono “utile”, “funzionale”.

Chi sono io?

Sono una povertà diventata “ricchezza” per e in, Te, Gesù! Sono uno a cui Tu lavi i piedi! E lavandomi i piedi, in ginocchio davanti a me, mi fai capire che il potere non sta nel “dominare” ma nel “servire”.

Che cosa vuoi dire, Signore, quest’anno alla nostra Chiesa locale, alla nostra Diocesi?

Ho l’impressione che tutto quello che è in noi, nelle nostre comunità, nella Chiesa e nel mondo, è orgoglio, desiderio di affermazione, desiderio di dominio. Questo groviglio di alghe, in cui ci rivoltiamo pensando di stare bene, si infrange contro la roccia incrollabile che sei Tu, Gesù, in quanto servo. “Tutto l’orgoglio umano deve infrangersi contro questo punto dal quale Cristo non si vuole muovere, contro questo ultimo posto che Egli ha scelto definitivamente, questo posto di “ultimo” che Egli non vuole lasciare” (Mauro Giuseppe Lepori).

Lavare i piedi ai detenuti della Casa Circondariale di Castrovillari quest’anno, per me, significa affermare con forza che c’è un varco di speranza per colui che ha sbagliato, il quale si sente amato e riconosciuto come persona quando si lascia lavare i piedi: Gesù, attraverso questo gesto, ci dice che nessuno è abbandonato al suo destino, anche chi ha sbagliato, perché l’amore vince ogni peccato ed ogni errore.

E’ l’amore la ragione di ogni cambiamento. Della Resurrezione.

   Francesco Savino