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II Domenica di Quaresima 25 Febbraio 2018


II  DOMENICA  DI  QUARESIMA [SCARICA]

 25  Febbraio  2018

Dopo l’esperienza di Gesù che affronta “satana” nel deserto, in questa II Domenica di Quaresima leggiamo il racconto della Trasfigurazione di Gesu, l’evento sul cui sfondo si vede già la Pasqua. La Trasfigurazione è legata, infatti, al primo annuncio ai discepoli della Sua passione e morte che suscita in loro delusione e sconforto.

Gesù sale su un alto monte della Galilea con Pietro, Giacomo e Giovanni, i tre discepoli chiamati per primi (cfr. Mc 1, 16-20), i testimoni della resurrezione della figlia di Giairo (cfr. Mc 5, 37-43), coloro che prenderà con sé nell’ora dell’agonia al Getsemani (cfr. Mc 14, 32-42). Come Mosè che era salito sul Sinai con tre compagni per “vedere la gloria di Dio” (cfr. Es 24, 1-11), così anche Gesù sale su un’altura dove riceve la gloria di Dio e viene contemplato dai discepoli come Colui che il Padre proclama “Figlio amato”.

Accanto a Gesù appare Mosè con Elia, la Legge e i Profeti, le Scritture dell’Antico Testamento che Gesù non ha abolito ma a cui ha dato compimento (cfr. Mt 5, 17). Su quel monte i discepoli vedono in Gesù, il Rabbì, con una sembianza diversa, straordinaria, ineffabile: una metamorfosi. Lo vedono tra Mosè ed Elia, cercato a partire dalle scritture e trovato come colui che compie le scritture (cfr. Lc 24, 27.44). “Cristo” infatti “è morto ed è risorto secondo le scritture” (cfr. 1Cor 15, 3-4) (cfr. E. Bianchi).

La Trasfigurazione coinvolge, in un circuito di comunione, i “Santi” della prima alleanza Mosè ed Elia, con i “Santi” della nuova alleanza, Pietro, Giacomo e Giovanni. E’ un’unica esperienza di comunione intorno a Gesù Cristo! Comunione intra-trinitaria, infatti il Padre fa sentire la sua voce nella nube della gloria, cioè alla presenza dello Spirito Santo, che è lo sfondo in cui il Figlio è trasfigurato.

Si comprende l’esigenza tutta umana di Pietro che vorrebbe bloccare quanto vede dicendo a Gesù: “Rabbì, è bello per noi essere qui; facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia”. L’esperienza dei discepoli sul Tabor li trascende a tal punto che essi sono colti anche da grande spavento.

La voce che sentono “questi è il figlio mio, l’amato: ascoltatelo”, è un invito, ieri rivolto ai suoi, oggi rivolto a noi, a contemplare il mistero di Dio fatto uomo, che non ha le sembianze del messia vittorioso atteso da Israele ma di Gesù che va liberamente incontro alla morte in croce per risorgere il terzo giorno.

“Ascoltate Lui” è il comando di questa II Domenica di Quaresima! Il grande comandamento trasmesso a Israele: “Ascolta, Israele” (Dt 6, 4), risuona oggi come: “Ascoltate Lui, il Figlio!”, la parola fatta carne (cfr. Gv 1, 14) colui che in modo definitivo ha narrato il Dio invisibile (cfr. Gv 1, 18).

Due le conclusioni per noi.

La prima è che Gesù non può essere la proiezione dei nostri desideri, non è il dio che ci costruiamo a nostra immagine e somiglianza secondo i nostri desideri. Egli è il Gesù Cristo secondo le Scritture: per conoscerLo occorre ascoltare la Parola.

La seconda è che la trasfigurazione fonda una spiritualità di trasformazione! La trasfigurazione “non è evasione dal mondo né dalla storia, non richiede cinismo verso ciò che è corporeo, materiale, umano, ma innesto e risignificazione di queste realtà in Cristo. Nella trasfigurazione si svela che Gesù è il Corpo di Dio e si manifesta che, in Gesù, Dio abita il corpo umano (cfr. Col 2, 9): la vita spirituale diviene così discernimento dell’inabitazione di Dio nel credente”. (L. Manicardi).

Un augurio di una Domenica bella e di speranza perché “in Cristo, con Cristo, per Cristo” riconosciamo che anche noi siamo trasfigurati.

   Francesco Savino