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Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria 8 Dicembre 2017


IMMACOLATA CONCEZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA [SCARICA]

8 dicembre 2017

 

La solennità della Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria propone il modo di porsi di fronte al “totalmente altro”, a Dio: da una parte abbiamo lo stile di vita  di Adamo ed Eva, dall’altra quello originalissimo di Maria di Nazareth.

Nel libro della Genesi, il peccato si manifesta come deresponsabilizzazione di Adamo e di Eva, come cedimento al perverso meccanismo della colpevolizzazione dell’altro; nel Vangelo, invece, Maria assume la responsabilità della Parola che il Signore le ha affidato. Alla domanda di Dio “dove sei” (Gen 3, 9) a cui Adamo si sottrae “per paura e per vergogna”, il Vangelo risponde “ecco la serva del Signore” con cui Maria dice tutta la sua disponibilità a lasciarsi plasmare dalla Parola di Dio (cfr. Lc 1, 38), scacciando ogni paura ed esitazione.

Maria, icona dei credenti, crede l’impossibile: lei, vergine che non “conosce uomo”, avrà un figlio. “Credere l’impossibile non significa aprire le porte all’irrazionale, al magico, all’insensato, ma aver sempre presente la resurrezione. La fede crede l’impossibile perché crede la resurrezione”. (Luciano Manicardi)

Se Eva e Adamo sono l’icona del non-affidamento, della non-fiducia, di una forma di narcisismo autoreferenziale, Maria è la donna che con l’ “ecco-mi” de-potenzia il suo “io” che non si pone come soggetto di fronte a Dio ma come un “tu” destinatario della sua proposta alla quale si consegna. E se l’atteggiamento di “Eva-Adamo” genera alienazione, sofferenza, inimicizia, lo stile di Maria con il dono del suo “io” al “tu” di Dio, genera consapevolezza, benedizione, armonia.

Dall’atteggiamento di Maria emergono ancora altre note costitutive del credente: il pudore, la delicatezza, la riservatezza. La fede, di fronte al mistero di Dio, è pudore e silenzio, non esibizione spettacolare.

Nell’incontro che Maria successivamente avrà con la cugina Elisabetta, emerge la chiave di lettura per cogliere meglio il significato dell’affidamento di Maria in Dio: Maria, dice Elisabetta, “ha creduto all’adempimento alle parole del Signore”.

Il termine “credente” non è una etichetta identitaria o una formula astratta di appartenenza ma dice che Maria vive la sua fede come “discepolato”, come sequela di quel “Dio con noi” che sarà il Bambino-Messia che concepirà e partorirà. E’ qui la grandezza della donna-Maria: nel passaggio da un progetto che vedeva Lei umanamente protagonista ad un altro progetto nel quale il protagonista è Dio a cui Maria “obbedisce in ascolto”. Il “fiat” di Maria, come risposta all’Angelo, provoca in Lei un mutamento del suo stesso corpo riplasmato dalla creatura che Lei si trova a portare in grembo. In Maria la fede, come obbedienza radicale, si fa esperienza totalizzante.

La preghiera della Colletta della Solennità dell’Immacolata presenta, in  sintesi mirabile, la libertà obbedienziale di Maria in rapporto al suo Concepimento Immacolato: “o Padre, che nella Immacolata Concezione della Vergine, hai preparato una degna dimora per il tuo Figlio, e in previsione della morte di Lui, l’hai preservata da ogni macchia di peccato, concedi anche a noi, per sua intercessione, di venire incontro a te in santità e purezza di spirito.

La storia di Maria è anche la mia, la tua, la nostra storia. Anche a noi, oggi, l’“Angelo del Signore” ci invita a dire il nostro “eccomi” incondizionato a quella Parola che si fa carne in Gesù Cristo.

Maria, icona dell’Avvento, sostenga il nostro cammino di vita, rendendoci appassionatamente desiderosi di “concepire” dentro di noi, l’Emmanuele, il Dio con noi, Gesù.

A che giova che il figlio di Dio è nato dalla Vergine Maria se poi non nasce dentro di noi? (Origene)

Che la nostra vita sia immacolata!

Buona Festa!

   Francesco Savino