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La preghiera per le vocazioni passa attraverso le testimonianze di chi ha scelto Dio


di Centro Diocesano Vocazioni

Il 25 maggio, al Santuario della Madonna della Catena, a Cassano all’Jonio, si è festeggiata la 56a Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni celebrata domenica 12 maggio.

Grazie a tre testimonianze, abbiamo avuto modo di riflettere, tutti insieme, ragazzi, giovani e meno giovani, sul tema della vocazione. 

“Come se vedessero l’invisibile” è lo slogan scelto quest’anno dall’Ufficio Nazionale per la pastorale delle vocazioni, della CEI.

Quattro tappe hanno caratterizzato l’incontro:

1 Accoglienza festosa animata con giochi da parte del gruppo scout di Cassano.

2 Introduzione all’argomento, ad opera di don Rocco e don Nunzio, con la visione del video dell’ordinazione di 19 sacerdoti tenutasi in Vaticano il 12 maggio.

3 Ascolto di tre testimonianze: 

una religiosa delle Piccole Operaie dei Sacri Cuori, suor Fabrizia, giovane laureata in ingegneria, fidanzata, con lavoro in azienda, ad un certo punto si rende conto che la sua vita è, sì piena, ma non soddisfacente; un diacono permanente, Giovanni, vedovo, padre e nonno che decide di completare la sua vita con l’ordinazione sacerdotale; una coppia, Angelo, Ufficiale della Capitaneria di porto, e Caterina, infermiera, sposati da vent’anni, genitori di due figlie, due anni fa, decidono di separarsi. Il giorno dell’udienza sentono entrambi che ci possono riprovare, capiscono che avevano sbagliato strada nel rivolgersi a psicologi ed avvocati dimendicandosi di Gesù.

Tre testimonianze diverse, ma con un unico comune denominatore: l’incontro con l’Invisibile che ha cambiato la loro vita. Gesù ha operato in loro rendendosi visibile a noi attraverso loro.

4 Catechesi del nostro Vescovo, don Francesco Savino, che ci ha parlato di tre chiamate, le prime due alla vita e al battesimo uguali per tutti e la terza chiamata/vocazione che differenzia ciascuno di noi. Ci ha, inoltre, invitato a ricordare di rispondere sempre a tre domande: quando?; chi?; come? e che Gesù ci chiama perché ci vuole felici.

L’incontro si è concluso con un apericena, un piccolo momento di convivialità e fraternità.

 

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