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La visita di mons. Pizzaballa, amministratore del patriarcato di Gerusalemme


“Una presenza importante per il nostro territorio”. Così mons. Francesco Savino, vescovo di Cassano all’Jonio, ha definito la visita in diocesi di mons. Pierbattista Pizzaballa, amministratore apostolico del patriarcato di Gerusalemme, che nella cattedrale di Cassano ha ricevuto il premio “Giorgio La Pira”, organizzato dall’omonimo Centro studi.

“La Pira sognava il lago di Tiberiade come il grande lago dove le tre grandi famiglie abramitiche, il cristianesimo, l’ebraismo e l’islam potessero stare insieme”, ha detto mons. Savino, facendo riferimento al tema della lectio magistralis di Pizzaballa. Questi, per il vescovo cassanese, è “l’uomo dei ponti, del dialogo e del confronto, è un sacerdote e un cristiano, un battezzato, che si pone come alleanza e non come scontro. La sua presenza ci incoraggerà sempre più a mettere in pratica il ministero di Papa Francesco che è il ministero della convivialità delle differenze, dove le differenze non sono un problema ma una ricchezza e una risorsa”.

Cinque anni con Papa Francesco
Francesco “ha fatto del dialogo il criterio di lettura del proprio pontificato con tutte le realtà del territorio, con tutte le fedi, con i credenti e i non credenti. Una Chiesa in uscita è una Chiesa che dialoga”. Lo ha detto oggi mons. Pierbattista Pizzaballa, amministratore apostolico del Patriarcato latino di Gerusalemme, in occasione dei cinque anni pontificato di Bergoglio, a margine del Premio Giorgio La Pira, che si è tenuto oggi a Cassano all’Jonio. Pizzaballa è il vincitore del Premio.

“Oggi commemoriamo il contributo di Giorgio La Pira per la pace nel Medio Oriente e in tutto il mondo”, ha osservato mministratore apostolico, che ha tenuto una lectio su “Il Mediterraneo come il lago di Tiberiade. Uno spazio di dialogo tra popoli e religioni”. Parlando del processo di pace, mons. Pizzaballa ha sottolineato come in Medio Oriente “quello che funziona sono le persone, le associazioni, i movimenti, i gruppi che continuano a scommettere per fare le cose insieme”.

(Sir)