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Omelia II Domenica di Quaresima 17 Marzo 2019


 II DOMENICA DI QUARESIMA [SCARICA]

17  Marzo  2019

Nella II Domenica di Quaresima leggiamo il Vangelo della Trasfigurazione: Gesù ha già preannunciato ai suoi discepoli la sua passione e morte dicendo “il Figlio dell’Uomo deve soffrire molto, essere rifiutato, venire ucciso”; ma essi non comprendono e si rattristano; allora “Gesù prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sul monte a pregare” e “mentre pregava, il suo volto cambiò di aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante”. 

L’evangelista Luca si sofferma più volte a narrare che Gesù prega: al momento del battesimo ricevuto da Giovanni al fiume Giordano (cfr. Lc 3, 21), prima di scegliere i dodici (cfr. Lc 6, 12-13),  nell’imminenza della sua passione (cfr. Lc 22, 39-46). E la  Trasfigurazione avviene mentre prega, quando è in intimo colloquio con il Padre. 

Pregare è dunque un intimo e personalissimo colloquio con Dio. Pregare ti trasforma. Preghi e ti trasformi in Colui che preghi; entri in intimità con Dio, che ha un cuore di luce, e ne sei illuminato a tua volta. “La preghiera è mettersi in viaggio: destinazione Tabor, un battesimo di luce e di silenzio; destinazione futuro, lampada ai tuoi passi è la Parola e il cuore di Dio” (cfr. Ermes Ronchi).

Sul monte Tabor, come su tutti i monti della tradizione biblica, luoghi privilegiati dell’incontro con Dio, accade la Teofania, la manifestazione di Dio. E quando Dio si svela, non è possibile negarlo: lo sosteneva anche Seneca, il quale pensava che fino, a quando si è in osteria si può anche negare Dio, ma non è facile negarlo quando si è nel silenzio della propria camera o della natura. 

L’esperienza di Gesù con il Padre sul monte della Trasfigurazione è mediata dalla “conversazione” con Mosè ed Elia “apparsi nella gloria”. Essi rappresentano la legge e i profeti, ossia le scritture dell’Antico Testamento: Gesù dunque ascolta la Parola di Dio contenuta nelle scritture e il suo ascolto si fa colloquio e accoglienza del Padre che trasforma e assimila totalmente a sé. Nella Luce della Trasfigurazione è preannunziata la Luce della Resurrezione di Gesù.

“Pietro e i suoi compagni erano oppressi dal sonno; ma, quando si svegliarono, videro la sua gloria e i due uomini che stavano con Lui”: i discepoli sono richiamati dal sonno che appesantisce il corpo e ottenebra le facoltà mentali. Pietro, avendo visto quanto accade insieme agli altri due discepoli, dice: “Maestro, è bello per noi essere qui. Facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia”. 

Luca aggiunge: “Egli non sapeva quello che diceva”. Pietro vorrebbe prolungare l’esperienza del Tabor ma una nube li avvolge e da essa viene una voce che invita a comprendere l’identità di Gesù: “Questi è il Figlio mio, l’eletto; ascoltatelo”. Gesù è il Figlio di Dio, la Parola fatta Carne, Colui in cui tutte le Scritture trovano il compimento (cfr. Lc 24, 44).

Gesù è il Cristo secondo le Scritture: conoscerlo significa ascoltare, meditare e pregare la Parola di Dio nella fatica quotidiana e in attesa del compimento della vocazione di ciascuno. La preghiera ci offre il senso della nostra esistenza perché trasfigura gli eventi e le relazioni.

Ripetiamo le parole di San Francesco di Assisi: “Tu sei bellezza, tu sei bellezza” e aggiungiamo con Sant’Agostino: “Tardi ti ho amato. Bellezza tanto antica e tanto nuova”.

Buona Domenica!

   Francesco Savino