|
Confermano la loro dimensione sempre più territoriale i
festeggiamenti in onore di san Biagio, Patrono della Diocesi di
Cassano allo Ionio, in calendario puntuale ogni 3 febbraio. Quest’anno,
infatti, sulla scia d’un processo di recupero e valorizzazione
dell’antica festività, avviato nel 2009 dal Vescovo, monsignor
Vincenzo Bertolone, col sostegno del Clero, dei laici e dei
sindaci dei 21 comuni diocesani, le celebrazioni si sono
arricchiti di nuovi appuntamenti liturgici e civili: alla
tradizionale processione della statua del santo per le vie di
Cassano, ripristinata due anni fa dopo oltre mezzo secolo di
desuetudine, si sono aggiunti la confermata offerta del dono dell’olio per
l’accensione della lampada votiva, stavolta da parte del Comune
di Trebisacce, ed una serie di eventi religiosi di primo piano,
coronati da momenti di svago culturale.
Al centro della meditazione e della preghiera, la figura di san
Biagio: medico e vescovo, visse tra il Terzo e il Quarto secolo
d.C. a Sebaste, in Armenia. Perseguitato dai Romani a motivo
della sua fede, venne imprigionato, senza mai rinnegare Cristo.
Per punizione, fu straziato con pettini di ferro. Mentre veniva
portato a morire, guarì un bambino che stava per soffocare a
causa di una lisca di pesce in gola. Il suo corpo fu sepolto
nella cattedrale di Sebaste, ma una parte dei suoi resti mortali
approdò sulle spiagge di Maratea, nella cui Basilica è ora
custodita. «Il martire armeno – ha commentato monsignor Bertolone – è
un simbolo dell’intangibilità della dignità umana che nessun
potere può deturpare, come invece ad esempio avviene con i
costanti attacchi al diritto alla vita, la mortificazione delle
legittime aspettative di tanti giovani, l’adozione di stili di
vita e di comportamenti in stridente contrasto con l’etica e col
normale buon senso». Ha aggiunto il Pastore della Chiesa cassanese:
«Proprio il martire che accetta di morire, come anche oggi in
più parti del mondo avviene specie tra i cristiani perseguitati
a causa dell’orgogliosa affermazione della loro fede in Cristo,
è il segno della distinzione netta fra ciò che è bene e ciò che
è male: in un’epoca in cui si esalta come una conquista il
relativismo morale, la memoria di san Biagio offre un contributo
di straordinario valore perché può aiutare ad evitare la caduta
nella confusione più grave, quella fra bene e male, che rende
impossibile costruire una vera comunità umana».
Ricco e articolato il programma svoltosi : le celebrazioni, iniziate
il 31 gennaio, con una piccola anticipazione di programma, è
stato dedicato alla vita consacrata che ricorre il 1 febbraio,
con la santa messa officiata in Cattedrale alle 17.30 dal
Pastore della chiesa cassanese Mons. Vincenzo Bertolone. Hanno
proseguito martedì 1 febbraio con la santa messa officiata dall’arcivescovo
emerito di Catanzaro, monsignor Antonio Cantisani. A seguire,
mercoledì 2 febbraio, ancora in Cattedrale, alle 17.30 il
Vescovo emerito di Lamezia Terme, monsignor Vincenzo Rimedio,
ha officiato la messa preceduta dalla benedizione delle candele nel
cortile del palazzo vescovile, mentre in serata, sempre a
Teatro, sul palco si è esibita l’orchestra della scuola media “Biagio
Lanza”. Infine, il 3 febbraio, solennità di san Biagio, da
segnalare: in mattinata, benedizione della gola; nel pomeriggio,
alle 16.30, processione in città (lungo corso Garibaldi, via
Terme e via Amendola) con la statua del Santo Patrono; alle 18
solenne pontificale officiato in Cattedrale da monsignor Antonio Ciliberti, arcivescovo di Catanzaro. In chiusura, spettacolo
pirotecnico.
Cassano all'Jonio 04 febb. 2011
|