11 Luglio 2026

Inaugurata a Trebisacce “La Locanda del Samaritano”, la Mensa della Carità della Vicaria dell’Alto Jonio

Giovedì 9 luglio, con il taglio del nastro e la benedizione dei locali, è stata inaugurata a Trebisacce “La Locanda del Samaritano – Mensa della Carità”, Opera Segno promossa dalla Caritas Diocesana di Cassano all’Jonio per la Vicaria dell’Alto Jonio, realizzata in collaborazione con la Comunità di Parrocchie di Trebisacce e con il sostegno del Comune di Trebisacce, che ha concesso i locali in comodato d’uso gratuito.

Più che una mensa, un luogo di accoglienza, ascolto e prossimità, pensato per rispondere alle nuove forme di povertà attraverso uno stile evangelico fatto di relazioni, dignità e condivisione.

Alla cerimonia hanno preso parte il Vescovo di Cassano all’Jonio, S. E. Mons. Francesco Savino, il Sindaco Avv. Franco Mundo, i sacerdoti della Comunità di Parrocchie di Trebisacce, le autorità civili e militari, i volontari della Caritas, le associazioni del territorio e numerosi cittadini.

Nel suo saluto, il Sindaco Mundo ha evidenziato come Trebisacce rappresenti una realtà economicamente dinamica dell’Alto Jonio, caratterizzata da un tessuto produttivo diffuso. Una comunità che, proprio per questo, è chiamata a non lasciare indietro nessuno. Da qui la scelta dell’Amministrazione comunale di mettere gratuitamente a disposizione i locali della mensa, offrendo un contributo concreto alla realizzazione di un progetto destinato a sostenere le persone e le famiglie che vivono situazioni di fragilità.

 

Un’opera nata dalla collaborazione

A nome della Comunità di Parrocchie di Trebisacce, don Pasquale Zipparri ha espresso la gioia per l’inaugurazione della nuova mensa diocesana. Nel suo saluto ha ricordato il cammino che ha portato alla nascita dell’opera, nata dal desiderio pastorale del Vescovo Mons. Francesco Savino, sostenuto dall’intuizione e dall’impegno dell’allora parroco di Trebisacce, oggi Vescovo di Vallo della Lucania, Mons. Vincenzo Calvosa, e resa possibile anche grazie ai fondi dell’8xmille alla Chiesa Cattolica.

Don Zipparri ha rivolto un sentito ringraziamento al Comune di Trebisacce, nella persona del sindaco Franco Mundo e dell’Amministrazione comunale, per aver creduto fin dall’inizio nel progetto concedendo i locali in comodato d’uso gratuito. Ha inoltre espresso gratitudine alla Caritas Diocesana, alle associazioni di volontariato e ai circa quaranta volontari che hanno scelto di mettere gratuitamente il proprio tempo e le proprie energie al servizio degli ultimi, ricordando che la Locanda sarà un luogo dove, insieme al pane, verranno offerti ascolto, accoglienza e relazioni, perché ogni persona ha bisogno di nutrire non soltanto il corpo, ma anche il cuore.

Don Cascardi: «La Locanda è la casa comune della Chiesa»

A presentare il significato dell’Opera Segno è stato il Direttore della Caritas Diocesana, don Giuseppe Cascardi, che ha definito La Locanda del Samaritano «la casa comune», un luogo di incontro e di dialogo, espressione dell’abbraccio materno della Chiesa di Cassano all’Jonio verso le persone più fragili.

Don Cascardi ha ricordato le tappe che hanno condotto alla realizzazione della mensa, ringraziando il Vescovo Mons. Francesco Savino, Mons. Vincenzo Calvosa, il Sindaco Franco Mundo, gli uffici diocesani, i parroci della città, gli operatori della Caritas e tutti i volontari che hanno contribuito alla nascita dell’Opera Segno.

Nel suo intervento ha sottolineato che il diritto al cibo è un diritto umano fondamentale, riconosciuto dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, richiamando il recente appello di Papa Leone XIV affinché governi, istituzioni, Chiesa e società civile rafforzino insieme l’impegno nella lotta contro la fame e le sue cause profonde.

La Caritas diocesana, ha spiegato, ha voluto raccogliere questo invito traducendolo in un segno concreto sul territorio, in continuità con il magistero di Papa Francesco e con la visione pastorale del Vescovo Savino. «La Locanda del Samaritano – ha concluso – non è soltanto una mensa per i più fragili, ma il desiderio materno della Chiesa di Cassano all’Jonio di abbracciare concretamente e spiritualmente tutti, tutti, tutti.»

Mons. Savino: «La parola che deve guidarci è cura»

Il momento centrale della serata è stato l’intervento del Vescovo Mons. Francesco Savino, che ha proposto una riflessione sul significato più profondo della nuova Opera Segno. «Viviamo il tempo del deficit del riconoscimento dell’altro. Viviamo il tempo della paura», ha affermato, osservando come oggi le persone non muoiano soltanto per la mancanza di cure o di medicine, ma troppo spesso anche perché vengono meno l’amore, la vicinanza e l’attenzione verso il prossimo.

Per il Vescovo esiste una parola capace di orientare non soltanto la Chiesa, ma anche la politica, la scuola, le istituzioni e l’intera società: cura. «La Locanda del Buon Samaritano è vivere la cultura della cura. Una cura che significa amore, benevolenza, attenzione concreta. Una cura che dice all’altro: “Tu mi stai a cuore, tu non mi sei indifferente”.» Riprendendo uno dei passaggi centrali del suo intervento, Mons. Savino ha ricordato come la pandemia abbia lasciato una lezione che non può essere dimenticata: prendersi cura gli uni degli altri.

Nel ringraziare il Sindaco Avv. Franco Mundo e l’Amministrazione comunale, ha evidenziato come la collaborazione tra Comune, Chiesa, parrocchie e volontariato rappresenti un esempio concreto di sussidiarietà, uno dei principi fondamentali della Dottrina Sociale della Chiesa.

«Quando Comune, Chiesa, parrocchie e volontariato collaborano insieme per il bene comune, si realizza quella che chiamiamo sussidiarietà orizzontale.»

Richiamando le parole pronunciate da Papa Francesco durante la pandemia – “Nessuno si salva da solo” – ha invitato tutta la comunità a costruire alleanze, abbattere divisioni e camminare insieme, ricordando come La Locanda del Samaritano sia nata proprio da un sogno condiviso tra comunità ecclesiale, istituzioni civili e mondo del volontariato.

Rivolgendosi ai volontari ha lanciato uno degli appelli più intensi della serata: «Non limitatevi a servire i poveri. Fermatevi con loro. Mangiate con loro. Ascoltateli.» Ha quindi ricordato che l’incontro con chi vive la fragilità è un autentico incontro con Cristo: «Quando tocchiamo un povero, quando tocchiamo un malato, tocchiamo la carne viva di Cristo.»

La riflessione conclusiva è stata un invito a guardare oltre la semplice assistenza. «La Locanda non deve essere soltanto un luogo di assistenza. Deve essere anche un luogo di cultura, di formazione e di cambiamento sociale.»

Per Mons. Savino è necessario superare il paradigma dell’assistenzialismo, costruendo comunità capaci di affrontare non soltanto gli effetti, ma anche le cause della povertà.

Ha inoltre ricordato come opere come La Locanda del Samaritano siano rese possibili grazie ai fondi dell’8xmille alla Chiesa Cattolica, invitando i fedeli a continuare a sostenerle attraverso la firma nella dichiarazione dei redditi.

Ha concluso con un forte richiamo al legame inscindibile tra carità e giustizia: «La carità senza giustizia è incompleta, così come la giustizia senza carità diventa fredda e impersonale. Se ci limitiamo all’assistenza senza affrontare le cause della povertà, rischiamo di svuotare la carità del suo significato più autentico.»

Con l’apertura della Locanda del Samaritano, la Diocesi di Cassano all’Jonio consegna alla Vicaria dell’Alto Jonio non soltanto una mensa, ma un luogo in cui il pane condiviso diventa occasione di ascolto, fraternità e speranza. Un’Opera Segno che nasce dalla collaborazione tra Chiesa, istituzioni e volontariato e che vuole essere, ogni giorno, un segno concreto del Vangelo della carità.