26 Giugno 2026

“La Locanda del Samaritano” apre le porte: a Trebisacce il pane diventa accoglienza

Alle 19.30, in via A. Manzoni, il taglio del nastro del nuovo servizio promosso dalla Caritas diocesana insieme alla comunità ecclesiale e civile del territorio

 

Giovedì 9 luglio 2026, alle ore 19.30, a Trebisacce (CS), in via A. Manzoni, sarà inaugurata la mensa “La Locanda del Samaritano”, nuovo servizio di accoglienza e prossimità promosso dalla Diocesi di Cassano all’Jonio, dalla Caritas diocesana e dalla Comunità di Parrocchie di Trebisacce, con il contributo dell’8xmille alla Chiesa Cattolica e la collaborazione del Comune di Trebisacce.

L’iniziativa nasce come risposta concreta alle situazioni di fragilità, solitudine e difficoltà materiale presenti nel territorio. La mensa non sarà soltanto un luogo in cui ricevere un pasto, ma uno spazio di ascolto, relazione e dignità, nel quale l’accoglienza diventa gesto quotidiano di cura e di fraternità.

Il programma prevede il taglio del nastro, seguito dalla preghiera introduttiva e dalla benedizione, a cura della Caritas diocesana. Porteranno i saluti l’avv. Franco Mundo, sindaco del Comune di Trebisacce, e don Pasquale Zipparri, a nome della Comunità di Parrocchie di Trebisacce.

Interverranno don Giuseppe Cascardi, direttore della Caritas diocesana di Cassano all’Jonio, e S.E. Mons. Francesco Savino, vescovo della Diocesi di Cassano all’Jonio e vicepresidente della Conferenza Episcopale Italiana. A mons. Savino sarà affidata la riflessione sul tema “Dacci oggi il nostro pane quotidiano” (Mt 6,11).

“La Locanda del Samaritano” richiama la pagina evangelica del buon samaritano e il passo del Vangelo secondo Matteo: “Ho avuto fame e mi avete dato da mangiare” (Mt 25,35). In questa prospettiva, la mensa vuole essere un presidio stabile di carità, corresponsabilità e prossimità, nel cuore della comunità trebisaccese.

Come recita il messaggio scelto per l’inaugurazione, sarà un luogo “dove ognuno è accolto, nessuno è solo”: una mensa, ma anche un segno ecclesiale e civile di attenzione verso chi vive condizioni di bisogno, perché il pane condiviso possa diventare incontro, riconoscimento e speranza.