Omelie

ASSUNZIONE BEATA VERGINE MARIA


Ap 11,19a; 12,1-6a.10ab; Sal 44; 1 Cor 15,20-27a; Lc 1, 39-56

Domenica  15  Agosto  2021

 

La solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria, o come la chiama l’oriente cristiano la Dormizione di Maria, coincide quest’anno con la Domenica, il giorno del Signore. L’Assunzione in cielo della Madonna ci richiama al nostro destino di vita eterna e ci fa gustare le primizie della resurrezione che attende tutti noi.

L’apostolo Paolo afferma, infatti: “Cristo è risorto dai morti, primizia di coloro che sono morti” (1Cor 15,20). Gesù di Nazareth, il Messia risorto, ci attrae con sé nel Regno di Dio.

Secondo quanto ci è stato consegnato dalla Tradizione dei Padri della Chiesa, possiamo affermare che i cristiani hanno compreso fin dai primi secoli che in Maria, Madre del Risorto, è anticipata l’assunzione di ogni essere umano nell’eternità. E Maria è terra del cielo, immagine della Chiesa Santa nei cieli!

Il Vangelo odierno è la via per accostarci e meditare sul mistero dell’Incarnazione di Dio nel grembo della Santa Vergine. Ella, dopo detto il suo “eccomi”, si reca in fretta dalla cugina Elisabetta che, pur essendo sterile e avanti negli anni, era incinta per opera di Dio, al quale nulla è impossibile (cfr. Lc 1,37).

Elisabetta, è l’umanità sterile, senza speranza, pensa che Dio sia ormai lontano da lei; persino suo marito Zaccaria, nonostante il suo continuo esercizio di culto nel tempio, non crede che Dio possa compiere meraviglie nella sua famiglia. Forse nel suo silenzio Elisabetta ha continuato a sperare. Ha sperimentato anche lei la solitudine e proprio a questa umanità sterile e senza speranza che Maria porta Cristo.

Maria è il volto della Chiesa chiamata a mettersi in viaggio per portare il Cristo Signore; Elisabetta è l’icona di ogni uomo e di ogni donna per cui Dio ha una promessa da compiere. Ella è la donna che scruta tutto ciò che accade; non si ferma all’esperienza, straordinaria ed emozionante che vive, ma domanda: “A che cosa devo che la madre del mio Signore venga a me?” (Lc 1, 43), si interroga sul significato di quanto le accade.

All’esclamazione di Elisabetta che la riconosce come “colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto”, Maria risponde con il canto del Magnificat, che è una lettura nell’oggi delle meraviglie operate in Lei da Dio, le grandi opere di salvezza riassunte nel nella sua esistenza. La Vergine Maria vede le cose dal punto di vista di Dio e ne coglie il significato.

Nel Vangelo di Luca, che sembra privilegiare il racconto storico, non sono inseriti né la notizia del censimento, né il nome dell’imperatore romano; la luce viene, invece, accesa su due donne che, nella loro piccolezza, fanno veramente la storia: Maria ed Elisabetta riconoscono Colui nelle cui mani è il destino del mondo.

Spesso pensiamo che l’umiltà ci impone di sottacere le nostre qualità positive, invece siamo davvero umili quando riconosciamo tutti i doni ricevuti non per merito ma per la munificenza del donatore.

“La Madre di Gesù”, leggiamo nella Lumen Gentium, “sulla terra brilla come un segno di sicura speranza e di consolazione per il popolo di Dio in marcia, fino a quando non verrà il giorno del Signore” (L.G. n.68)

Per tutti i discepoli di Gesù, la Santa Vergine è una compagna di viaggio significativa perché, con il suo “sì” incondizionato al progetto di Dio, con il suo pellegrinaggio di fede, apre la nostra esistenza alla fedeltà alla terra e al cielo.

Buona festa dell’Assunzione.

 

  ✠   Francesco Savino