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Custodire il dono della bellezza


Si conclude con oggi, con un ulteriore contributo dedicato al dono della bellezza,
il percorso di riflessione propostoci dal Vescovo Francesco durante
il tempo “sospeso” del lockdown dovuto alla pandemia da coronavirus.
Buona lettura.

Custodire il dono della bellezza

di S.E. Mons. Francesco Savino
Vescovo Diocesi di Cassano all’Jonio

Il tempo muta verso una coraggiosa primavera. Una primavera che per noi quest’anno coinciderà climaticamente quasi con l’estate, visto che finora eravamo rimasti al chiuso e che solo da qualche giorno possiamo celebrare comunitariamente la nostra fede e la tutta la gioia della Pasqua. Questa volta la nostra Pasqua coinciderà comunitariamente con l’Ascensione, ascensione che del resto, secondo la più accreditata teologia, non è che un aspetto, anzi una espressione della Pasqua.

Gesù scompare fisicamente, mentre noi ci accostiamo al suo Corpo realmente attraverso l’eucaristia, dopo una quaresima durata il doppio delle altre volte.

Intanto però cantiamo nella gioia della primavera la Risurrezione del Signore. Sento misticamente, misteriosamente eppure realmente, come rivolte da Gesù a tutta la Chiesa quanto lo sposo del Cantico dei cantici non smette mai di dire alla sua sposa: «Alzati, amica mia, mia bella, e vieni! / Perché, ecco, l’inverno è passato, è cessata la pioggia, se n’è andata; / i fiori sono apparsi nei campi, il tempo del canto è tornato e la voce della tortora ancora si fa sentire nella nostra campagna. / Il fico ha messo fuori i primi frutti e le viti fiorite spandono fragranza. Alzati, amica mia, mia bella, e vieni! » (Cc 2,10-12). [CONTINUA A LEGGERE]