Omelie

II  DOMENICA  DOPO  NATALE


Sir 24,1-4.8-12; Sal 147; Ef 1,3-6.15-18; Gv 1,1-18

 

2  Gennaio  2022

 

In questa seconda Domenica dopo Natale, il Prologo di San Giovanni ci immerge ancora nel mistero del Natale.

Insieme a Padre Vannucci diciamo anche noi: «Nel principio e nel profondo, nel tempo e fuori del tempo, tu, o Verbo di Dio, sei e sarai anima e vita di ciò che esiste».

Giovanni apre il suo Vangelo proclamando che nell’in-principio (cfr. Gen 1,1) prima della creazione del mondo, era la Parola, la Parola di Dio, la Parola che era Dio. La Parola, professiamo nel credo, è “Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio”.

In Dio c’è una comunicazione, c’è un dialogo: il Padre genera il Figlio nella forza dello Spirito divino. Potremmo dire che in Dio, che “è amore” (1Gv 4,8.16), c’è costantemente un flusso d’amore, per cui il Padre ama il Figlio che è l’amato, e l’amore tra i due è lo Spirito Santo.

Dio ha plasmato l’uomo contemplando suo Figlio e l’immagine del Figlio nella vita divina ha definito l’immagine dell’uomo nella creazione (cfr. Col 1, 15-17).

Questa Parola di Dio eterna si è incarnata, si è fatta carne umana, per amore e soltanto per amore dell’umanità con la quale da sempre dialoga. La spogliazione di Dio, la sua kènosis, accade per essere in tutto come noi, solidale con l’umanità.

È veramente giusto contemplare la nascita eterna del Figlio di Dio e la sua nascita nel tempo e nel mondo. Contempliamo le due nascite consapevoli che la fede cristiana non è in un Dio trascendente o in un uomo divino, ma in un Dio fatto Uomo, Gesù Cristo. L’amore eterno di Dio per l’umanità si scontra tragicamente con la libertà dell’uomo che rifiuta questo amore ritenendolo un limite. Ma nel momento in cui l’uomo accoglie Dio, sa di essere realmente suo figlio. È il mistero della bellezza di Dio che, accolta, ci trasfigura rendendoci creature nuove.

Nella prima settimana dell’anno, e quest’anno il 4 Gennaio, si celebra la memoria di una grande mistica, la Beata Angela da Foligno, morta nell’anno 1309. Un testimone presente nel momento in cui ella passò a Cristo, ci riporta che la Beata, riferendosi alla Incarnazione di Nostro Signore, disse: “Il Verbo si è fatto carne”. Tacque per una lunga ora e poi aggiunse: “Oh! Ogni creatura viene meno! Tutta l’intelligenza degli angeli non basta!” Le fu chiesto: “In che cosa viene meno ogni creatura? A che cosa non basta l’intelligenza degli angeli?”. Rispose: “A comprendere!”.

L’Incarnazione di Dio è il più consolante ma anche il più incomprensibile mistero della nostra fede.

Buona Domenica.

   Francesco Savino