Omelie

III DOMENICA DI QUARESIMA (anno B)


III Domenica di Quaresima ( anno B)

Es 20,1-17; Sal 18; 1 Cor 1,22-25; Gv 2,13-25

7  Marzo  2020

Il cammino di Quaresima, iniziato nel deserto della prova e proseguito sul monte della Trasfigurazione, in questa Domenica fa tappa a Gerusalemme nel tempio, dove Gesù entra nel cortile dei gentili e trova “gente che vendeva buoi, pecore e colombe e, là seduti, i cambiavalute”.

Quel mercato, nell’area del tempio, procurava ricchezza ai sacerdoti, agli inservienti del tempio e a tutta la città santa: si vendevano animali per il sacrificio e i cambiamonete scambiavano la moneta romana, non spendibile per il tempio in quanto presentava l’effige dell’imperatore e la scritta che lo proclamava divino, con la moneta ufficiale di Tiro.

Considerato che il tempio era il luogo dell’incontro con Dio, il luogo del Santo dei santi, Gesù “scacciò tutti fuori dal tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!”. Egli compì un segno profetico, in sintonia con Geremia che lamentava che la casa di Dio era stata ridotta ad una spelonca di ladri (Ger 7,11) e con Zaccaria che diceva: “in quel giorno non vi saranno più commercianti nella casa del Signore delle schiere” (Zc 14,21).

“Tocca alla profezia – scrive padre Giancarlo Bruni – ricordare che ogni tempio di ogni luogo può divenire in nome del denaro prigione e sfruttamento del divino e non luogo di possibile incontro con il divino”.

Il gesto di Gesù è scandaloso per i sacerdoti e gli uomini religiosi della città santa i quali, messi in crisi nella loro funzione e nella loro autorità, si chiedono chi sia mai questo Gesù venuto dalla Galilea. Infatti gli domandano: Che autorità hai? E se ce l’hai, mostra la tua autorizzazione ad agire in questo modo. Enzo Bianchi scrive: “Scacciando tutte le vittime destinate al sacrificio pasquale, Gesù di fatto impedisce la celebrazione della Pasqua secondo la Torah, dunque attenta al culto stesso”. Alla loro domanda, Egli risponde: “Distruggete questo santuario e in tre giorni lo farò risorgere”.

Con queste parole incomprensibili per i suoi interlocutori, Gesù identifica il suo corpo con il tempio ed apre una nuova prospettiva: il purificatore del tempio è il tempio stesso di Dio non fatto da mani d’uomo. Il corpo di Gesù è la nuova Shekinah, la nuova dimora del Padre, è il luogo attraverso cui il Padre si rende visibile e udibile, è il luogo attraverso cui l’uomo incontra Dio e da cui sale al Padre l’unico sacrificio gradito. In Gesù si conclude l’era dei sacrifici! L’uomo credente, dunque, non sacrifichi più l’uomo stesso per nessuna ragione e neanche sacrifichi animali.

L’evangelista Giovanni aggiunge: “Quando poi fu resuscitato dai morti i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù”.

“Il compito delle Chiese è posto: essere nella storia la memoria che il corpo di Gesù è il tempio di Dio, in quella carne Dio si rende contemporaneo all’uomo e l’uomo è posto al cospetto di Dio. E ancora, essere nella storia la memoria che il Dio spiegato da quel corpo è straniero a considerare l’uomo e l’animale come oggetto di sacrificio, solo il gratuito dono di sé per il bene dell’altro è ciò che conta”. (G. Bruni).

L’apostolo Paolo, nella Prima Lettera ai Corinzi, dirà: “Non sapete che il vostro corpo è tempio dello Spirito Santo che è in voi?” (1Cor 6,19). Il proprio corpo, quindi, è il luogo in cui Dio, il Padre, attraverso il Figlio nello Spirito, continua a fare di sé il dono per l’altro, un corpo destinato al terzo giorno della Resurrezione.

Nel colloquio con la donna samaritana, Gesù dichiara definitivamente terminato il conflitto dei templi di pietra (cfr. Gv 4,21-24).

Leggiamo la conclusione del Vangelo di oggi: “durante la festa, molti vedendo i segni che egli compiva, credettero nel suo nome. Ma lui, Gesù, non si fidava di loro, perché conosceva tutti e non aveva bisogno che alcuno desse testimonianza sull’uomo. Egli infatti conosceva quello che c’è nell’uomo”.

Gesù ci conosce bene, conosce la nostra interiorità e rende ciascuno tempio dello Spirito Santo. Crediamo in Lui e affidiamoci alla Sua Parola per una vera revisione di vita.

Buona Domenica.

 

✠   Francesco Savino