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Il Vescovo Francesco: “Chiediamo al Signore che ci guarisca dalle nostre infedeltà”


OMELIA 20 MARZO 2020 [LEGGI]

«La Quaresima è un tempo favorevole per la nostra conversione. Ogni giorno c’è un invito costante e urgente alla conversione, che deve essere totale, deve “toccare” tutte le dimensioni della vita.» Così il Vescovo di Cassano all’Jonio, mons. Francesco Savino, durante l’0melia della messa mattutina trasmessa in streaming sul gruppo Facebook della Diocesi.

«La prima lettura di oggi – ha commentato Savino – tratta dal profeta Osea, ci fa comprendere in che cosa consiste la conversione: “tornate al Signore!” La conversione consiste proprio in questo “tornare al Signore”. “Torna, Israele, al Signore, tuo Dio, poiché hai inciampato nella tua iniquità” (Os 14, 2). Dobbiamo tornare al Signore, volgere la nostra vita a Lui. Lui, il fondamento, la ragione, il fine della nostra esistenza!», ha aggiunto il presule. Che poi ha continuato così: «L’esperienza del profeta Osea è tragica ma al tempo stesso educativa: scopre che sua moglie lo tradisce, si prostituisce. Penso che per chi ama, pensiamo agli sposi o ai fidanzati, l’esperienza del tradimento sia devastante. Umanamente il tradimento può portare anche alla follia.»

«Osea – ha proseguito il presule – alla luce di questa esperienza personale, “legge” la storia del rapporto tra il popolo di Israele e Dio. Comprende che il popolo di Israele è come sua moglie, si prostituisce. Comprende anche il dolore che Dio prova quando il popolo, quando ciascuno di noi, gli volta le spalle, quando ci prostituiamo.
Il peccato che il profeta Osea denunzia è il peccato della prostituzione di Israele ad altre divinità, ad altri idoli.
Israele, invece di essere fedele a Jahvè, al Dio dei padri, al Dio di Abramo, di Isacco, di Giacobbe, cede alla idolatria.
Ricordiamoci quando Mosè stava sul monte Sinai per ricevere le tavole della legge, le dieci parole, e il popolo, nel frattempo, si costruisce il vitello d’oro. È sempre questo il peccato personale e comunitario: prostituirsi agli idoli, mettendo l’idolo al posto di Dio. Pensiamo agli idoli che oggi ci seducono: il potere, la ricchezza eccessiva, il successo a tutti i costi, l’affettività mista ad una sessualità allargata.» 

E ancora: «Quando gli idoli ci seducono e noi cediamo, Dio diventa solo un’idea, una teoria. È molto bello quello che leggiamo ancora nella Lettura del Profeta Osea: “Io li guarirò dalle loro infedeltà, li amerò profondamente, perché la mia ira sia allontanata da loro”. Emerge sempre la Misericordia di Dio! Dio non si lascia condizionare dalle nostre infedeltà perché Lui è amore. “Sarò come rugiada per Israele; fiorirà come un giglio e metterà radici come un albero del Libano, si spanderanno i suoi germogli e avrà la bellezza dell’olivo e la fragranza del Libano” (Os 14, 6-7).»

«Oggi – ha quindi concluso il Vescovo di Cassano – lasciamoci accompagnare dalla parola “tornate al Signore” e verifichiamoci se la nostra vita è una vita di fedeltà a Dio o di prostituzione agli idoli.
“Li amerò profondamente, poiché la mia ira si è allontanata da loro”. Poi aggiunge “Sarò come rugiada per Israele, rifiorirà come un giglio” (Os 14, 5). 
Chiediamo al Signore che ci guarisca dalle nostre infedeltà, che ci continui ad amare in profondità, che non si stanchi delle nostre iniquità, delle nostre sciocchezze, dei nostri peccati. In questo tempo di sospensione, che ci consente di avere più tempo a disposizione, entriamo dentro di noi, per esaminarci in profondità. Vi consegno una pista di verifica che si basa sulla “quadruplice relazione” della nostra esistenza: 

  • la relazione con me stesso (col mio corpo, i miei pensieri, i miei sentimenti, le mie emozioni, la mia affettività, la mia sessualità …);
  • La mia relazione con gli altri, con i miei familiari, amici, colleghi ….; 
  • La mia relazione con Dio: Prego? È il centro della mia vita? È il mio tutto? Lo incontro negli altri, soprattutto nelle persone più fragili?;
  • La mia relazione con le cose: dagli oggetti alla ricchezza.
    Torniamo al Dio di Gesù e al Gesù di Dio, suo figlio.
    Buona verifica.»