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Lettera ai Sacerdoti


A tutti i Sacerdoti,

Parroci, Rettori Santuari e Basiliche,

Loro Sedi

e p.c. a tutto il Popolo di Dio

PER UN RINNOVATO “STUPORE EUCARISTICO”

Carissimi confratelli,

lo scorso 10 ottobre, nella Basilica Superiore di San Francesco ad Assisi, è stato beatificato Carlo Acutis, un adolescente a cui fa riferimento Papa Francesco nell’Esortazione Apostolica post-sinodale Christus vivit.È ormai nota l’affermazione del Beato sul Mistero Eucaristico: “L’Eucaristia è la mia autostrada per il Cielo”. Sua madre racconta che Carlo si domandava spesso come tanti potessero fare file interminabili per assistere a eventi mondani come un concerto rock e, pur essendo cattolici, non trovassero mai il tempo di stare anche pochi secondi in silenzio davanti al tabernacolo. Lo diceva perché lui metteva Gesù Eucaristia al centro della sua vita.

Secondo il Beato Carlo, ciò che si legge nel quarto Vangelo, nel racconto sull’Ultima Cena, dell’apostolo Giovanni che posò il capo sul petto di Gesù, è una prefigurazione della chiamata universale di tutti gli uomini ad essere i discepoli prediletti del Signore. «È meraviglioso – egli diceva – perché tutti gli uomini sono chiamati a diventare, come Giovanni, discepoli prediletti: basta diventare anime eucaristiche, permettendo a Dio di operare in noi quelle meraviglie che solo Lui può fare! Ci vuole però la libera adesione della nostra volontà. Dio non ama forzare nessuno. Vuole il nostro libero amore».

La memoria della passione e morte di Gesù Cristo e la sua resurrezione è memoriale di salvezza in ogni celebrazione eucaristica e, per l’adolescente Carlo, partecipando ogni giorno all’Eucarestia, si può fare l’esperienza di essere discepoli prediletti.

È sorprendente come un adolescente, morto solo quattordici anni fa, sia capace di richiamare tutti allo “stupore eucaristico”. L’anima eucaristica del giovane Beato è una continua provocazione, in particolare, per noi sacerdoti!

Nelle nostre mani, infatti, nel giorno dell’Ordinazione, sono stati deposti il pane e il vino accompagnati da questo invito: «Ricevi le offerte del popolo santo per il sacrificio eucaristico. Renditi conto di ciò che farai, imita ciò che celebrerai. Conforma la tua vita al mistero della Croce di Cristo Signore».

Al di là della normativa canonica, che stabilisce regole molto chiare perché la celebrazione del Sacramento dell’Eucarestia sia aliena da ogni possibile abuso, noi sacerdoti dobbiamo vigilare perché non venga mai meno lo “stupore” davanti al Mistero.

Non possiamo nascondere, d’altra parte, che la celebrazione della Messa, soprattutto quando, per urgenti necessità pastorali e secondo le dovute facoltà, qualcuno si trova a binare nei giorni feriali o trinare nei giorni festivi, corre il rischio di essere ridotta ad un’abitudine. Un rischio ulteriore, denunciato chiaramente dalla legislazione canonica, è quello di trasformare in “commercio” la gratuità del Sacrificio Eucaristico.

Vi ricordo che, per le binazioni o trinazioni, le norme prescrivono chiaramente come regolarsi con l’offerta ricevuta: si può trattenere solo la metà in caso di binazione, mentre per le trinazioni l’intera somma dev’essere versata in Curia per i bisogni della Diocesi.

Ritengo opportuno ribadire, inoltre, la normativa relativa alle Messe cosiddette “plurintenzionali”.

Sappiamo bene che, a norma del can. 948, devono essere applicate “Messe distinte secondo le intenzioni di coloro per i quali singolarmente l’offerta, anche se esigua, è stata accettata”. Il sacerdote che riceve l’offerta per la celebrazione di una santa Messa per una intenzione particolare, è tenuto perciò a soddisfare personalmente l’obbligo assunto (cfr. can. 949) oppure ad affidarne l’adempimento ad un altro sacerdote, alle condizioni stabilite dal diritto (cfr. cann. 954-955).

Contravvengono a questa norma e se ne assumono la responsabilità morale, i sacerdoti che raccolgono indistintamente offerte per la celebrazione di Messe secondo particolari intenzioni e, cumulandole in un’unica offerta all’insaputa degli offerenti, vi soddisfano con un’unica Santa Messa celebrata secondo un’intenzione detta “collettiva”. Soltanto se gli offerenti, previamente ed esplicitamente avvertiti, consentano liberamente che le loro offerte siano cumulate in un’unica offerta, si può soddisfarvi con una sola Santa Messa, celebrata secondo un’unica intenzione “collettiva”. E, in tal caso, è necessario che siano pubblicati alla vista di tutti il luogo e l’orario in cui la Santa Messa sarà celebrata.

Per evitare abusi e prassi diversificate, considerato che tale possibilità costituisce un’eccezione alla vigente legge canonica e che allargata eccessivamente potrebbe ingenerare progressivamente nei fedeli idee errate sul significato delle offerte per le Sante Messe fino a provocare la desuetudine dell’obolo per intenzioni singole, estinguendo una antichissima consuetudine salutare per i fedeli e per tutta la Chiesa, dopo aver fatto un attento discernimento, indico a tutti di ricorrere a tale eccezione soltanto due volte al mese, il secondo e il quarto venerdì di ogni mese.In questo caso, al celebrante è lecito trattenere la sola elemosina stabilita nella Diocesi (cfr. can. 952) mentre la somma residua, eccedente tale offerta, dovrà essere destinata al Vescovo che la utilizzerà secondo le sue intenzioni di Carità.

Confidando che il contenuto di questa mia lettera, unito all’esercizio personale dell’obbedienza a Cristo, alla Chiesa e ai Pastori promessa nel giorno dell’Ordinazione, possa richiamare in ciascuno lo stupore eucaristico, vi affido all’intercessione della Beata Vergine Maria, di San Biagio e del Beato Carlo Acutis.

Vi saluto con affetto paterno e vi benedico.

Cassano allo Ionio, 2 Novembre 2020

+ Francesco Savino

Vescovo di Cassano all’Jonio.          [ Scarica la lettera]