News

“Maria è passata dall’Io all’Eccomi. Chiediamo al Signore, si compia la tua volontà”


Annunciazione del Signore Sintesi Omelia Mercoledì 25 Marzo 2020 [LEGGI]

«Maria è passata dall’Io all’Eccomi. Chiediamo oggi al Signore: Eccomi, si compia sempre la tua volontà nella nostra umanità.». Oggi è la festa dell’Annunciazione del Signore, «è la festa dell’annunciazione del Mistero di Dio – ha spiegato il vescovo mons. Francesco Savino durante la messa del mattino in streaming sul gruppo Facebook della diocesi – Dio che si fa “uno di noi”. Qualche giorno fa vi invitavo – ha proseguito il presule – a dialogare con il mistero attraverso la preghiera. Solo la contemplazione ci fa entrare in questo mistero dell’incarnazione. Quante volte abbiamo ascoltato questo racconto dell’annuncio dell’Angelo a Maria, quante volte ci siamo lasciati andare a considerazioni, riflessioni e altro … 

Pensavo questa mattina – ha continuato mons. Savino: l’angelo dove va? Incontra Maria dove Lei abitava, a casa sua a Nazareth. Noi che in questi giorni siamo isolati e stiamo comprendendo l’importanza della “casa” vorrei sottolineare soprattutto questo aspetto. L’angelo va a trovare Maria a casa sua. Dio manda l’Angelo ad incontrare una donna che vive a casa. Capite allora l’importanza della casa? Come è importante il luogo dove noi viviamo! La casa di Maria diventa il luogo di questa meraviglia, questo incontro indicibile, tra la volontà di Dio che ha deciso di farsi uno di noi e una ragazza che viveva come le altre ragazze a Nazareth.» 

«Spesso noi – ha riflettuto il vescovo di Cassano – quando andiamo a trovare un amico (non certamente in questo periodo) andiamo a casa, oppure lo invitiamo a casa nostra. Il Vaticano II, non a caso, parla di casa come Chiesa domestica. Che meraviglia contemplare questo incontro tra Dio e Maria. In quella casa si realizza il grande mistero, che sconvolge la storia, il mondo. Si perché Dio, se voleva diventare uomo, non ha scelto la strada del miracolo, una strada straordinaria, spettacolare, ha scelto una donna il cui corpo poteva concepire, il cui corpo poteva partorire, Dio si è servito della strada della natura umana, non è andato oltre la natura. C’è un bellissimo principio della teologia su cui siamo stati formati: “Gratia supponit et perficit naturam”, cioè la grazia suppone la natura umana e la perfeziona! Questo mistero di Dio diventa “grazia” per l’umanità. La straordinarietà avviene nel concepimento perché è lo Spirito che feconda e che rende l’utero di Maria generativo. Maria aveva un fidanzato, Giuseppe, ed aveva tutti i diritti del fidanzamento stabiliti dalla legge ebraica, tranne quello di vivere insieme. Come si conclude aldilà delle paure, timori, preoccupazioni questo incontro? La proposta di Dio attraverso l’Angelo, a casa di Maria, termina con quella parola straordinaria: Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga in me secondo la tua parola! L’eccomi di Maria ha consentito l’incontro tra il mistero di Dio e la nostra umanità. Questo scambio tra la nostra umanità, quella di Maria, e la divinità di Dio: tutto questo è stupore! Mi pongo sempre una domanda: in questo scambio tra Dio e noi chi ci ha guadagnato? Noi o Dio? Penso senza dubbio noi …

Dio dona la sua divinità alla nostra umanità, fragile, con tutte le sue contraddizioni. 

Chiudo con il sottolineare che la parola Eccomi è formata da un avverbio, ecco, e mi, cioè me. Attenzione: eccomi Signore significa che Maria rinuncia al suo io, alle sue pretese, desideri, sogni e il suo io da “soggetto” diremmo in grammatica diventa “complemento oggetto”. Maria rinunciando al suo io, si fa grembo vuoto, si fa accoglienza disponibile. Maria, destinataria di questo mistero, rinuncia al protagonismo dei suoi progetti già in cantiere. Diciamo insieme: io mi consegno, affido la mia vita nelle tue mani Signore perché si compia la tua volontà! 

Chiediamo in questa giornata al Signore, in questa festa dell’annunciazione, di sostenere il nostro “eccomi” affinchè si compia la sua non la nostra volontà.»