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Oltre 2000 interventi: il report della Caritas diocesana prima e durante l’emergenza


La Caritas diocesana di Cassano all’Jonio ha pubblicato un flash report delle attività svolte durante l’emergenza Covid-19 nel periodo marzo-aprile durante il quale sono state date le prime risposte ai bisogni emersi. La presenza della Chiesa nel territorio diocesano, guidata dal Vescovo mons. Francesco Savino, che conta ventidue comuni nel nord Calabria, si è sostanziata attraverso il Centro di ascolto telefonico; il supporto psicologico telefonico; l’accompagnamento educativo e il tutoraggio scolastico per minori con gravi difficoltà sociali, familiari ed economiche; l’ospitalità per senza fissa dimora, offerta nel Seminario diocesano di Cassano; servizio di consulenza, misure a sostegno di famiglie, lavoratori e imprese.

“Nel periodo del lockdown – è scritto nel report frutto del lavoro dell’equipe diocesana – abbiamo registrato una crescita esponenziale di utenti che si sono rivolti al “Centro di Ascolto Diocesano” e ai servizi delle Caritas parrocchiali: dai 50 utenti della pre-emergenza (Gennaio – Febbraio) ai 690 utenti della prima fase dell’emergenza, di cui 414, pari al 60%, risultano nuove prese in carico, ossia persone che si sono rivolte per la prima volta ai nostri centri di ascolto. La fragilità occupazionale rappresenta il comune denominatore di tutte le storie di povertà: significative le richieste di aiuto pervenute da coloro che risultano esclusi da un welfare pubblico, che hanno dichiarato un impiego lavorativo “in nero” (ambulanti, badanti, colf), stagionali del comparto agricolo e turistico, giovani adulti impiegati sulla base di collaborazioni occasionali. Inoltre si sono rivolte persone anziane sole, single, vedovi e separati. Considerevoli gli interventi di carattere economico, in particolare richieste di beni e materiale di consumo (buoni spesa per beni di prima necessità, per farmaci e dispositivi di protezione individuale). Si registra un aumento significativo del bisogno di ascolto, sostegno psicologico e di orientamento alle misure per il sostegno di famiglie, lavoratori e imprese. Nella fase pre-emergenza il centro di ascolto ha effettuato 110 interventi.

Durante la fase di lockdown il centro di ascolto ha effettuato n° 2188 interventi. Quarantacinque i volontari impiegati, di età compresa tra 25 e 40 anni.”

Un dato incoraggiante nella gestione di questa prima fase dell’emergenza, è stato il coinvolgimento della comunità e l’attivazione in un’ottica sussidiaria degli enti pubblici, del terzo settore (associazioni di volontariato e cooperative), imprenditori e singoli cittadini.

Le donazioni ricevute ammontano a 13.569 euro provenienti da privati associazioni e donatori vari. 

Nell’ottica evangelica del “gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date”, il frutto dell’ospitalità verso una famiglia pakistana nel Centro di Accoglienza “P. Lazzaro Longobardi” di Sibari ha generato collaborazione della stessa nella produzione di mascherine per la comunità. È nata anche nei ventidue Comuni della Diocesi l’iniziativa “il carrello sospeso”. Nei supermercati aderenti all’iniziativa, ognuno ha potuto lasciare beni di prima necessità da destinarsi alle persone più duramente colpite dall’emergenza in atto. 

Citando le parole pronunciate da Papa Francesco nella preghiera solitaria in Piazza San Pietro il 27 marzo scorso, il vicario per la Carità, don Gianni Di Luca, commenta così gli impegni di Caritas Cassano durante l’emergenza sanitaria: 

«Questa tempesta, che sembrava aver fatto cadere il trucco degli “Ego”, sembra invece non aver scalfito i cuori di tanti, uomini e donne del nostro tempo, credenti e non credenti che, con una certa fretta, tornano a stili di vita che non si accordano in nessun modo, con il tempo vissuto e con il tempo nuovo che siamo chiamati a vivere con responsabilità. Di qui il bisogno di accompagnare la tempesta della pandemia con la tempesta dei numeri. Non solo quelli dei contagi e della triste conta dei morti, ma anche con quelli della Carità vissuta e esercitata, che ci ricordano che il tempo vissuto, non è stato un brutto sogno, ma un tempo reale, che aspetta di essere assunto in tutta la sua pienezza, perché, tempo abitato da Dio. Dietro i numeri ci sono volti, storie, relazioni, fragilità che come Chiesa abbiamo accompagnato, sostenuto e incoraggiato. Dietro questi numeri c’è la dignità di persone provate ma non piegate, numeri che soprattutto ci dicono che il lavoro da fare è ancora molto e che come chiesa non possiamo smettere di pensare che stiamo “Tutti nella Stessa Barca”, che non possiamo rifugiarci dietro facili proclami o peggio dietro un culto disincarnato. I numeri, ancora, ci invitano a scegliere oggi, la prassi da seguire che, mi auguro di cuore, sia la prassi del Cristo che cammina con gli uomini, che si china sulle ferite, che dà la vita e “fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti”. (Mt 5,45) 
r.f.

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