Omelie

ORDINAZIONE PRESBITERALE DI GENNARO GIOVAZZINO “Omelia”


IMMACOLATA  CONCEZIONE

della   BEATA   VERGINE   MARIA

Gn 3,9-15.20; Sal 97; Ef 1,3-6.11-12; Lc 1,26-38

 

7  Dicembre 2021

 

Ordinazione Presbiterale di

GENNARO GIOVAZZINO

 

 

Nel “prefazio” della Solennità dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, così canteremo: “In Maria, creatura di intatto splendore, trova inizio la Chiesa, sposa di Cristo, senza macchia e senza ruga”.

Celebriamo, dunque, oggi, la festa di Maria Immacolata, di Cristo, della Chiesa, di tutti noi.

Perché parliamo di Immacolata Concezione di Maria?

Il significato biologico e concettuale del termine “concezione” indica un progetto di qualcuno su qualcuno. Infatti nella chiamata di Dio per Maria è già presente quel disegno esistenziale che la tocca dall’inizio e che l’apostolo Paolo riconoscerà in se stesso dicendo: “Colui che mi scelse fin dal seno di mia madre”(Gal 1,15). Anche il profeta Geremia parla della sua vocazione profetica dicendo: “Prima di formarti nel grembo materno, ti conoscevo, prima che tu uscissi alla luce, ti avevo consacrato” (Ger 1,5).

L’intera esistenza di Maria, a partire dal suo concepimento, è sotto il segno di Dio. La sua vocazione è particolarissima ed unica: Ella è chiamata a lodare e ringraziare Dio per la salvezza effusa su di sé e sull’umanità.

Lasciamoci guidare dalla Parola di Dio partendo dalla Prima Lettura, tratta dal Libro della Genesi, dove si descrive il progetto originario sull’umanità: Dio pensa, in principio, una terra di pace, nella quale il lavoro non è opprimente, la convivenza non è conflittualità. Ma a questa armonia, l’uomo si ribella e trasforma la libertà donatagli da Dio in un progetto tutto suo. Il Signore, dopo la ribellione, interroga prima l’uomo, poi la donna e il serpente e, su quest’ultimo, espressione concreta dello spirito del male, esprime il giudizio che è una promessa: “…maledetto tu tra tutto il bestiame … polvere mangerai per tutti i giorni della tua vita … porrò inimicizia tra te e la donna … questa ti schiaccerà la testa …”.

Questa profezia si chiarirà e il vincitore del “serpente-demonio” sarà il Messia a cui verrà congiunta la madre che parteciperà alla sua vittoria. La madre è intravista nel nome di Eva, madre di tutti i viventi, e la parola su di lei si avvererà nella Vergine Maria, Madre di tutti i credenti, Madre della Chiesa.

Significativa è la domanda che Dio rivolge ad Adamo: “Dove sei, Adamo?”. Essa è rivolta a ciascuno di noi che non ci fidiamo davvero del suo amore: “dove siamo, a causa della poca fiducia in Dio?”

Maria è colei che realizza il progetto originario di Dio. Grazie al suo “eccomi”, al suo fidarsi totalmente, nonostante le paure indubbiamente umane, si apre il tempo nuovo, il Regno di Dio, e con Lei e in Lei comprendiamo che aggredire il male, dentro e fuori di noi, è possibile.

La Seconda Lettura, tratta dalla Lettera di Paolo agli Efesini, ci aiuta a comprendere che Dio ci benedice con ogni benedizione spirituale, ci ha scelti prima della creazione del mondo per essere suoi figli, ci ha resi eredi, nel Figlio, della sua gloria.

Il dialogo, che leggiamo nel Vangelo, tra Maria e l’Angelo, speculare al dialogo tra Dio ed Eva, è una delle pagine più ricche e significative del Nuovo Testamento. Mentre Adamo, alla domanda: “dove sei?” aveva risposto: “Ho avuto paura e mi sono nascosto”, Maria dice: “Eccomi”, mi affido alla tua parola, sono con te (Lc 1,38). L’“Eccomi” esprime la disponibilità dei servi di Dio e dei profeti come Abramo, Mosè, Samuele, Isaia. E questa domanda è rivolta a tutti, nessuno escluso.

“Eccomi, o Signore!”, caro Gennaro, è stata la tua risposta qualche tempo fa. Conservo il ricordo della tua massima responsabilità che, nel nostro primo incontro, mi esprimevi anche in alcuni dubbi circa la tua idoneità al presbiterato. E ora constato che la tua spiritualità è cresciuta e si è affinata! Si è maturata la tua appartenenza alla Chiesa e la tua disponibilità al servizio pastorale ha dato segni tangibili. Lo posso testimoniare io come Vescovo, lo testimoniano gli educatori che ti hanno accompagnato, sostenuto ed incoraggiato nel Seminario San Pio X di Catanzaro, la tua Comunità parrocchiale della Madonna della Pietà di Trebisacce, con i Parroci, prima don Gaetano Santagada e ora don Massimo Romano e la tua cara famiglia. A questi aggiungo tanti che sono edificati da quello che sei.

Ringrazio tutti coloro che ti hanno accompagnato, e soprattutto te, caro Gennaro, che ti sei fidato e affidato alla volontà di Dio, facendo della preghiera, costante e perseverante, il tuo codice di vita.

Una esortazione: l’ordinazione presbiterale è una meta ed un punto di partenza per una maggiore conoscenza di ciò che il Signore Risorto ti chiederà. Mi permetto di dirti di stare attento ad alcune tentazioni  ricorrenti per un presbitero: il clericalismo, il ritenersi possessori della verità, il fidarsi soltanto delle proprie forze, la conoscenza dottrinale senza il servizio concreto agli ultimi, l’autoreferenzialità, l’individualismo e il narcisismo che impediscono la comunione presbiterale.

Ti consegno una parola propria del Tempo di Avvento: vigilare.

Gesù l’ha sempre ripetuta ai suoi interlocutori e la ripete anche a me Vescovo, a voi presbiteri, a ciascuno, perché conosce la nostra debolezza. Non dimenticare, caro Gennaro, che “a chi fu dato molto, sarà chiesto molto, e a chi molto fu affidato sarà richiesto molto di più”: lo dice Gesù.

Veglia sempre su te stesso, sulle persone che guiderai e accompagnerai, adora l’Eucarestia che è la somma di tutti i tesori di Dio, medita sulla Parola di Dio che annuncerai. Veglia sugli ultimi, sulle persone impoverite e fragili, riconoscendo in loro il volto di Cristo. Maria Immacolata, Donna della vigilante attesa, ti sostenga nel servizio, ti accompagni nel tuo farti dono totale e ti consoli con il suo sguardo materno.

Buona festa dell’Immacolata.

   Francesco Savino