
Il Vescovo della Diocesi di Cassano All’Ionio e Vice Presidente della CEI , ha fatto visita come di consueto in occasione della Santa Pasqua all’Ospedale di Castrovillari ed altri luoghi simboli di fragilità e sofferenza, per portare la sua Vicinanza , Conforto e Speranza agli ammalati e a tutti gli operatori sanitari.
Prima tappa presso la sala convegni dove ha incontrato i volontari, i Medici Cattolici della diocesi,e i ragazzi del CIM. Il presule ha esordito come anche quest’anno come sempre ho scelto l’ospedale dopo aver visitato altre strutture quale il mandorlo di Lauropoli dove ho fatto una bella esperienza con i tossicodipendenti e alcune case di riposo della diocesi , perché ritengo sono luoghi dove si vive la Pasqua , si incontra Gesù sofferente in croce e gli altari della sofferenza , luoghi dove la gente per tutte una serie di ragioni soffre..
Sono qui con voi volontari e vi ringrazio che ci siete anche quest’anno , prima di fare visita agli ammalati , per vivere insieme un momento di preghiera ed una riflessione.
Viviamo il tempo della negazione dell’alterità, ecco perché voi operatori della sanità siete chiamati a far capire con la vostra testimonianza, con la vostra competenza e con lo stile di cura, che partendo dai luoghi della sofferenza, possiamo cercare di ricostruire la storia, ricostruire un po’ di umanità.
Oggi c’è una priorità a livello intellettivo che si chiama “Umanitas” perché oggi c’è troppa disumanità , c’è molto narcisismo, individualismo e autoreferenzialità.
In questa Pasqua cerchiamo di rimettere al centro tutti i crocifissi,, perché è facile indossare la croce, una catenina con il crocifisso oppure oggi va di moda il TAU. Il vero crocifisso è la carne sofferente delle persone e l’ammalato è uno di questi.
Successivamente Mons. Savino , accompagnato dal cappellano dell’ospedale don Eusebio Jicmon e dal dott. Aldo Foscaldi presidente dei Medici Cattolici della diocesi, ha fatto visita agli ammalati degenti dei reparti del nosocomio , portando loro come segno una coroncina , ma soprattutto la sua vicinanza ,la sua umanità , un sorriso, una carezza , la sua Benedizione.
A fine mattinata , si è recato a fare visita agli anziani ospiti presso il polifunzionale e la Residenza Angela , dove è stato accolto con entusiasmo e affetto dagli ospiti e operatori.
Qui ha raccomandato agli operatori di prestare attenzione alla fragilità degli anziani consegnando loro tre parole : Compassione, Umanità e d Empatia.
Agli anziani di vivere in serenità in quanto si devono sentire amati ed accolti in questa struttura come a casa propria.
