Sabato 5 Settembre 2026
O Maria, Regina di Anglona,
Vergine effigiata tra queste pareti antiche,
sola sulla collina, in mezzo ai calanchi e al vento,
noi ti benediciamo.
La città che ti circondava è scomparsa,
le sue case sono tornate argilla,
e tu sei rimasta.
Ecco la prima parola che offri agli afflitti,
perché insegni con la tua sola presenza
che quando tutto crolla qualcuno resta.
I calanchi che ti fanno corona
raccontano una terra scavata dalle piogge e dai secoli,
eppure chiunque passi di qui li chiama bellissimi.
Consegnaci questo tuo segreto,
perché anche le vite scavate conservano una loro bellezza,
e le ferite, guardate con amore, diventano paesaggio.
Ti chiamiamo consolatrice degli afflitti,
e sappiamo che il tuo conforto ha un prezzo già pagato:
tu consoli perché sei rimasta in piedi presso la croce,
nell’ora in cui le parole e le spiegazioni erano finite.
Consolare significa restare accanto a chi è rimasto solo,
e tu lo hai fatto nel giorno più buio della storia.
Insegna anche a noi l’arte di restare:
accanto a chi piange, con la pazienza di tacere,
accanto a chi dispera, con la fedeltà di tornare domani.
Le pareti della tua basilica hanno insegnato la Scrittura
a generazioni che ignoravano le lettere,
perché tu hai educato i poveri con i colori
e mostri ancora il Vangelo a chi lo cerca con gli occhi.
Rendici capaci di annunciare in questo modo,
con la vita assai più che con i discorsi.
Da cinquant’anni questa Chiesa cammina sotto il tuo manto
e ripete il grido più antico che i cristiani ti abbiano rivolto,
la domanda di rifugio sotto la tua protezione.
Allarga dunque quel manto
sui malati e su chi veglia accanto a loro,
sulle madri che hanno perduto un figlio,
su quanti portano dentro un’angoscia priva di nome,
su chi lavora curvo nelle campagne del Metapontino
sotto un sole che pretende troppo e paga poco,
e sui giovani che chiedono a questa terra
un lavoro degno e una ragione per restare.
Regina della pace,
mentre la tua Chiesa veglia e implora,
e mentre il Patriarca di Gerusalemme sale fino a te,
porta il tuo conforto alla città del tuo Figlio
e a ogni terra attraversata dalle armi.
E quando giungerà la nostra ultima sera,
avvolgici in quel manto
che le mani del tuo popolo rinnovano ogni anno all’alba,
e conducici alla festa che tu già contempli.
Amen.
✠ Francesco Savino
Vescovo di Cassano all’Jonio
Santuario Madonna di Anglona,
5 settembre 2026
