O Vergine bruna del Sacro Monte,
Regina e Patrona della Lucania,
Madre che due volte l’anno ti metti in cammino
per restare accanto al tuo popolo,
noi ti benediciamo.
Tu sali in maggio, quando la valle rifiorisce,
e scendi in settembre, quando le case tornano a chiamarti.
I tuoi portatori conoscono un segreto
che il mondo dimentica con troppa facilità,
perché sanno che la discesa costa più della salita.
In quella fatica riconosciamo il mistero del tuo Figlio,
che dal cielo discese fino alla nostra carne
e trovò l’abbassarsi più arduo del regnare.
Insegnaci l’arte difficile di scendere:
verso gli ultimi, verso chi sbaglia,
verso chi ci ha feriti e attende ancora un abbraccio.
Il tuo volto porta il colore della terra e degli anni,
e la Scrittura aveva già cantato per te:
bruna io sono e bella, figlie di Gerusalemme.
Tu capovolgi ogni misura umana della bellezza,
perché risplendi della luce che ricevi
anziché di quella che pretendi.
Madre di un popolo che ha insegnato al mondo a suonare,
tu conosci l’arpa dei viggianesi,
portata a tracolla lungo le strade d’Europa e d’America
da fanciulli poveri e fieri,
e conosci il verso che li ha resi immortali,
ho l’arpa al collo, son viggianese, tutta la terra il mio paese.
Tu sei l’arpa perfetta di Dio,
la corda che vibrò appena l’Angelo la sfiorò,
e il tuo Magnificat resta il canto più alto
che sia salito da un cuore umano.
Ricordaci che una corda produce musica soltanto quando è tesa,
e che perfino le nostre prove possono diventare melodia.
Guarda questa terra generosa e ferita.
Sotto la valle scorre un fuoco antico che illumina l’Italia,
mentre i paesi si svuotano e i giovani preparano le valigie.
Regina della Lucania, trattieni i tuoi figli,
apri strade di lavoro degno e di futuro possibile,
e accompagna chi parte come accompagnasti i musicanti,
perché ovunque approdi porti con sé il tuo nome.
Custodisci le famiglie che salgono fino a te
con i figli in braccio e le speranze nel cuore.
Veglia sugli anziani rimasti soli nelle case di pietra
e benedici le mani che vanno a prenderli e li accompagnano.
Sostieni i vescovi, i sacerdoti e quanti servono il Vangelo,
consola i malati, rialza i giovani smarriti,
e restituisci il coraggio a chi ha smesso di sperare.
E quando giungerà la nostra ultima sera,
prendici sulle tue spalle
come i tuoi portatori prendono te,
e conducici giù per il sentiero della morte
fino alla casa dove il tuo Figlio ci attende in festa.
Amen.
+ Francesco Savino
Vescovo di Cassano all’Jonio
Viggiano, 6 settembre 2026
