22 Settembre 2026

112ª Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato: “Anche uno solo di questi bambini”

Una comunità che accoglie, ascolta e si prende cura. È questo il cuore della 112ª Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, che sarà celebrata domenica 27 settembre e che quest’anno pone al centro i volti e le storie dei bambini e degli adolescenti costretti a lasciare la propria terra.
Nella Parrocchia Santa Maria di Loreto, la giornata sarà vissuta come un momento di preghiera, riflessione e fraternità. Alle ore 10.30 sarà celebrata l’Eucaristia, presieduta dal vicario per la Carità, don Giuseppe Cascardi, per affidare al Signore i minori migranti e rifugiati e tutte le persone che, lungo le rotte della migrazione, vivono condizioni di particolare vulnerabilità.
Il tema scelto per questa 112ª Giornata, “Anche uno solo di questi bambini”, riprende le parole di Gesù: “Chi accoglierà un solo bambino come questo nel mio nome, accoglie me”. Un messaggio che invita la Chiesa e ogni comunità a non fermarsi ai numeri, alle statistiche o alla complessità del fenomeno migratorio, ma a riconoscere, dietro ogni storia, un volto, una vita, una dignità da custodire.
Sono soprattutto i più piccoli a pagare il prezzo delle guerre, delle persecuzioni, della povertà, delle violenze e delle emergenze ambientali. Bambini che affrontano viaggi drammatici, separazioni familiari, solitudine e, talvolta, sfruttamento e abusi. Per molti di loro la migrazione non è una scelta, ma una necessità dettata dalla sopravvivenza.
Nel suo Messaggio per la Giornata, il Santo Padre Leone XIV richiama la responsabilità di tutti e ricorda che «anche uno solo di questi bambini» interpella la coscienza. Il bambino migrante non può essere considerato soltanto nella sua condizione di straniero: prima di tutto è persona, figlio, creatura amata da Dio, portatore di diritti, sogni e speranze.
Da qui l’appello a trasformare l’accoglienza da semplice principio a pratica pastorale concreta. La comunità cristiana è chiamata a non delegare la cura dei più fragili, ma a sentirsi direttamente coinvolta, costruendo relazioni capaci di contrastare solitudine, isolamento e rifiuto. Accogliere significa anche favorire percorsi di educazione, integrazione e amicizia tra i ragazzi del territorio e i giovani migranti, affinché possano crescere insieme nel rispetto reciproco.
La Giornata del 27 settembre sarà dunque un’occasione per riscoprire una Chiesa con le porte aperte e il cuore attento, capace di riconoscere nel volto di un bambino che arriva da lontano la presenza stessa di Cristo.
È un’accoglienza che non si limita all’assistenza, ma diventa prossimità, relazione, educazione e fraternità. Perché ogni bambino salvato dall’indifferenza è una storia che può ricominciare.
A Maria Santissima, che insieme a Giuseppe e a Gesù bambino conobbe il dramma della fuga e dell’esilio in Egitto, saranno affidati i passi di tutti i minori migranti e rifugiati. E alla comunità cristiana sarà chiesto di diventare, attraverso gesti concreti, segno credibile di quel Vangelo che riconosce Cristo in ogni piccolo accolto.

Caterina La Banca
Direttore UCS