A te, donna – Preghiera di S.E. Mons. Francesco Savino

 

Signore dell’eterno,

in questo giorno dedicato al cuore della donna,

silenzio “le voci del mondo” e Ti parlo dal profondo dell’anima.

 

O Padre, benedici la donna,

che affronta l’alba con uno sguardo pieno di tenerezza,

che tiene in piedi la famiglia con mani segnate dalla fatica,

che alimenta la speranza con un cuore che non si arrende.

Benedici le madri che portano la vita nel grembo,

le madri che piangono i figli inghiottiti dalla furia della guerra,

dalle falci impietose del male o dalle nebbie silenziose della malattia,

e che, nel loro abisso, tramutano il vuoto in reliquiario di amore eterno.

Benedici le spose che ogni giorno scelgono di amare nonostante tutto,

le figlie che cercano la loro strada nel buio,

le religiose che donano vita nel silenzio della preghiera.

E quelle che bramano la maternità come un cielo negato,

stringendo il grembo arido in un abbraccio di lacrime preziose,

e quelle che scelgono di non averne,

trovando senso in un amore diverso, altrettanto vero.

 

Proteggila, Signore, da chi la tratta come merce,

da chi la zittisce o la ferisce con mani pesanti.

Liberala dalle parole che umiliano,

dalla violenza che spezza l’anima,

dalla paura che toglie il respiro,

dalla solitudine che si nasconde dietro un muro di finta forza.

Dona agli uomini un cuore nuovo, rispettoso:

quello che non fa male,

che sa chiedere scusa in ginocchio,

che sa stare vicino senza soffocare.

 

Aiutaci a capire che la vera forza non urla:

ma è il gesto quieto di chi cura le ferite nascoste,

è la fedeltà che resta anche quando tutto crolla,

è la dignità che si rialza piano dopo ogni caduta.

E quando una donna è a terra,

che nessuno la punti dall’alto:

che le si sieda accanto, come fai Tu con chi soffre di più.

 

O Maria, Donna del coraggio,

che hai detto “sì” con il cuore stretto dal dolore,

madre sotto la croce,

insegnaci la dolcezza che non si piega,

la purezza che è forza vera,

la potenza che sboccia piano, senza clamore.

Dacci occhi per vedere la bellezza che resta,

quella che nasce dal dolore del bene,

quella che brilla anche dentro le lacrime.

 

E per tutte le donne della nostra terra

quelle celebrate e quelle dimenticate,

quelle che ridono e quelle che combattono in silenzio,

quelle che amano e quelle che hanno paura di farlo,

porta un tempo di rispetto vero:

non solo oggi,

ma per sempre.

 

Amen.

 

Francesco Savino

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