Ez 37, 12-14; Sal 129; Rm 8,8-11; Gv 11,1-45

Domenica di Quaresima – Anno A

Il cammino quaresimale si conclude con una grande illuminazione: il tentato, il trasfigurato, il pozzo d’acqua viva e l’Io sono la luce, oggi si consegna alla nostra contemplazione come l’Io sono la resurrezione e la vita (Gv 11,25), «venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza» (Gv 10,10). Il Vangelo di Giovanni sta tutto qui, è stato  scritto «perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché credendo, abbiate la vita nel suo nome» (Gv 20,31). Nel nome di chi essendo Vita è via alla vita (Gv 14,6). E del tema della vita la resurrezione di Lazzaro è   racconto esemplificativo, una drammatizzazione a ondate successive sullo sfondo delle resurrezioni operate da Gesù (Lc 7,11-16; Mc 5,22-43)” (Giancarlo Bruni).

Entriamo in dialogo con questo straordinario testo evangelico. Marta e Maria notificano a Gesù che il loro fratello Lazzaro è malato: ci sono dettagli che ci aiutano a comprendere il senso più profondo di questo racconto.

«Colui che tu ami è malato»; «Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro»; «Questa malattia …. è per la gloria di Dio …. e del Figlio».

Ciò che sta per accadere va letto come un amore carico di affetto nel quale è la gloria di Dio a narrarsi.

Subito dopo questa prima constatazione di Gesù nei confronti di questa famiglia di Betania, iniziano i grandi dialoghi sul tema della vita e della morte, quelli tra Marta e Gesù e tra Maria e Gesù che precedono l’incontro tra Gesù e Lazzaro morto.

I dialoghi iniziano con la dichiarazione di Marta a Gesù: “Se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!”, parole che vengono riprese anche da Maria. In queste parole possiamo registrare l’eco di tanti uomini e donne che dinanzi alla morte si sono chiesti: Dio dove sei quando muore un uomo? Le sorelle sanno che Dio è in Gesù, il Signore, per questo rimproverano a Gesù la sua assenza, ma Gesù perentoriamente dichiara: “Tuo fratello risorgerà” perché “Io sono la Resurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà”, e non solo come pensa Marta “nella resurrezione dell’ultimo giorno”.

In termini scarni possiamo riassumere così il pensiero globale del Gesù di Giovanni: vi è una vita fisica destinata alla tomba e vi è una vita eterna che nessuna tomba può contenere: quella della  comunione con il Padre: «Io salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro» (Gv 20,17), e della comunione fraterna: «Noi sappiamo che siamo passati dalla morte alla vita perché amiamo i fratelli» (1 Gv 3,14), vita che oltrepassa ogni tomba. Gesù non è venuto a prolungare vite biologiche ma a donare ai destinati al sepolcro la vita eterna, quella degli amati per sempre che amano per sempre, sciolti dalla prigione della morte e del disamore” (Giancarlo Bruni).

L’amore, l’amore di Gesù, è più forte anche della morte, è l’amore che genera la vita. A noi tocca rispondere con fiducia alla domanda di Gesù: “Credi tu questo?”. La vittoria della vita sulla morte è dono indicibile, ma vera e reale. Bisogna fidarsi e affidarsi!

Gesù dinanzi alla tomba dell’amico Lazzaro si commuove profondamente, scoppia in pianto, si turba, indignandosi nei confronti della morte e rivolgendosi a Lazzaro urla: “Vieni fuori!”.

È l’incontro che genera vita, che fa risorgere!

L’incontro con Gesù è sempre un incontro che sveglia la vita, che la rimotiva, che la fa risorgere. Pensiamo all’incontro di Gesù con la Samaritana, col cieco nato e oggi con Lazzaro.

Dove c’è Cristo non c’è la morte!

Essa è solo un passaggio naturale che introduce alla pienezza della vita, all’armonia assoluta, alla perfetta comunione.

Questo ci ricorda la resurrezione di Lazzaro profezia di quella di Cristo e dei morti, mentre la frase finale di Gesù: «Scioglietelo e lasciatelo andare» (Gv 11,44), può anche voler dire liberatelo dai legami della vostra poca fede e lasciatelo andare al Padre giunta la sua ora” (padre Giancarlo Bruni).

Lasciamoci convertire dall’incontro di Gesù con Lazzaro!

Chiediamo al Signore che anche noi domandiamo il miracolo, che anche noi domandiamo che si mostri, che si dimostri, che lui, “Io sono la risurrezione e la vita”, che si mostri, che si dimostri, non solo nell’ultimo giorno, quando sarà evidente, non solo nell’ultimo giorno, nella risurrezione, quando il Signore ritornerà e tutti lo vedranno, ma che mostri e si dimostri già ora, già ora, mostri e si dimostri: che tu, se tu fossi stato qui, se tu sei qui, se tu sei qui, tu puoi” (Don Giacomo Tantardini).

Stiamo per entrare, da Domenica prossima, nella “grande settimana” durante la quale saremo presi per mano per entrare dentro il grande mistero della passione, della morte e della resurrezione di Cristo.

Buona Domenica.

✠   Francesco Savino

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