Gen 1,1 - 2,2; Sal 103; Gen 22, 1-18; Mt 28, 1-10

Veglia di Pasqua 2026

Dopo il sabato, all’alba del primo giorno della settimana: «Voi non abbiate paura! È risorto!”

Sono sufficienti queste parole lapidarie del Vangelo che abbiamo ascoltato questa notte perché la luce possa continuare a tracciare il cammino del nostro vivere in questa pagina particolare di storia umana che stiamo attraversando. A chi cerca morte, Dio si presenta sempre e solo come vita. È Risorto, non è più nella tomba!

Essere seguaci del Risorto vuol dire credere che la storia, nonostante tutto quello a cui abbiamo e stiamo assistendo, avrà un finale bello perché la storia è tutta racchiusa in quel corpo che è uscito vivo dal sepolcro, per amore e soltanto per amore. L’amore senza condizioni vince la morte! Insieme a Gesù anche noi stanotte usciamo vivi dai sepolcri della paura, della rassegnazione e del pessimismo.

Il Vangelo di questa Veglia ci parla di un giorno “dopo il sabato”. È il giorno della vita oltre le pesantezze che a volte tendono a imprigionarla in freddi schemi o sogni irrealizzabili. È il giorno che viene, ne siamo certi, dopo il sabato del dolore di questa umanità della quale ci sentiamo pienamente parte, senza neutralità o indifferenza. Siamo dentro il dolore di intere popolazioni che soffrono per guerre ingiuste e folli: ma quali guerre sono giuste e ragionevoli? È il giorno in cui ogni brandello di speranza sarà vestito a festa e finalmente si potrà gioire insieme al povero, al mite, al perseguitato e a tutte le vittime di ogni genere. Stanotte nasce il “dopo” anche del tuo sabato, della tua attesa, del tuo dolore. Non avere paura, è risorto!

Il giorno dopo il sabato, dice il Vangelo, è fatto di un’alba carica di novità: c’è una luce nuova in quel giorno. La luce che esce dal dolore trasformato in amore, il crocifisso non è morto ma è vivo. Lui che ha amato fino a perdersi e a morire, non è scomparso. L’amore non annienta, non annichilisce. Anzi, chi pensa solo ai propri bisogni è destinato a scomparire, ma non chi ama come Gesù. La risurrezione non è solo la promessa della vita oltre la morte – già tanto per la nostra miseria – ma è certezza che tutto l’amore donato, anche quello per il nemico, sarà moltiplicato. A beneficio non solo nostro, ma di tutti gli assetati di misericordia. Si muore per amore, si risorge a conferma che amare non è mai una sconfitta. Anche nel nostro tempo così carico di individualismo. Coraggio, è risorto, puoi amare come ha amato Lui!

Condivido gli auguri con le parole che papa Francesco rivolse alla Chiesa nella veglia pasquale del 2020: “Vieni, Gesù, nelle mie paure e di’ anche a me: Coraggio!”. Con Te, Signore, saremo provati, ma non turbati. E, qualunque tristezza abiti in noi, sentiremo di dover sperare, perché con Te la croce sfocia in risurrezione, perché Tu sei con noi nel buio delle nostre notti: sei certezza nelle nostre incertezze, Parola nei nostri silenzi, e niente potrà mai rubarci l’amore che nutri per noi (Papa Francesco, Omelia di Pasqua 2020).

Buona risurrezione a tutti.

 

   Francesco Savino

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