
«Non resteremo in silenzio: la dignità del lavoro non si brucia».
In queste ultime settimane, insieme al nostro Vescovo Mons. Francesco Savino, abbiamo seguito con apprensione le vicende che hanno riguardato alcune aziende agricole del nostro territorio, vittime di una serie di incendi e atti intimidatori.
La nostra Diocesi non solo esprime vicinanza e solidarietà a quanti hanno subito questi vili attentati, ma rinnova l’invito a reagire e a non subire passivamente l’aggressione criminale di chi si sente in diritto di calpestare e mortificare, in pochi istanti, il lavoro e i sacrifici di quanti, attraverso il lavoro onesto, danno dignità alla propria vita ma anche a un intero territorio.
Non si tratta solo di dignità, ma anche di una questione di libertà: chi vede vanificare in questo modo anni di fatiche e di sforzi economici, non può dirsi libero di progettare un proprio futuro; chi, prima di investire, è costretto a fare i conti con la prepotenza mafiosa, non è libero; ma neanche è libero chi, magari per paura o anche per rassegnazione, pur sapendo o avendo visto qualcosa, preferisce restare in silenzio.
Ogni rogo appiccato a un capannone, a un raccolto, a un macchinario non è soltanto un danno economico: è una ferita inferta all’intera comunità, un messaggio di terrore che pretende di piegare la volontà di chi sceglie la via della legalità. La nostra terra non può e non deve arrendersi a questa logica.
Per questo motivo, incoraggiati dalle sollecitazioni del Vescovo, ricordiamo a quanti hanno subito questi attentati e a coloro che in silenzio stanno subendo l’oppressione mafiosa la disponibilità di questo Osservatorio ad affiancare i percorsi di sostegno previsti dalle leggi, e rinnoviamo alla popolazione delle nostre comunità l’invito a riscoprire il dovere della denuncia come annuncio del Vangelo, perché la denuncia, nel correggere i fratelli che sbagliano, restituisce libertà ai fratelli oppressi.
Denunciare non è un atto di coraggio isolato: è un gesto comunitario, un seme di giustizia che, se condiviso, diventa foresta inarrestabile. Nessuno deve sentirsi solo in questa scelta.
A tal proposito, per quanti lo vogliono, in modo ovviamente riservato, ricordiamo i nostri contatti: osservatorio@diocesicassanoalloionio.it – 3760413591
La porta dell’Osservatorio è aperta: ascoltare, accompagnare, custodire chi ha subito ingiustizia è parte della nostra missione. Il silenzio protegge solo chi opprime; la parola restituisce dignità a chi lavora.
Cassano allo Ionio, 17 Agosto 2026.
OSSERVATORIO DIOCESANO
sui fenomeni mafiosi e per la legalità
don Marcello COZZI
✠ Francesco Savino
Vescovo di Cassano all’Jonio
Vicepresidente Conferenza Episcopale Italiana
