
Eccellenza carissima e Pastore amatissimo,
oggi non è solo un anniversario. Oggi è il giorno del cuore.
È il giorno in cui, tanti anni fa, Lei ha pronunciato il primo, totale, innamorato “sì” a Gesù.
E la Chiesa, oggi, si ferma, la guarda e dice con le lacrime agli occhi: Tu es Sacerdos in aeternum.
Non solo per quel giorno. Per sempre. Per sempre di Dio e per sempre nostro.
Mi è tornata in mente una frase di don Tonino Bello, che so quanto amate:
“Il prete deve essere un uomo che ha il coraggio di consumarsi. Non per sé, ma per gli altri. Come una candela che si accorcia per far luce.”
Eccellenza, lei si consuma così. Giorno dopo giorno. Senza mai risparmiarsi. Ha consumato gli occhi a leggere le nostre vite, ha consumato le ginocchia a pregare per noi, ha consumato il cuore ad amarci, anche quando amarci era faticoso.
Oggi voglio dirlo a nome di tutti: grazie. Una parola breve, semplice ma pregna di significato che racchiude tutto.
Perché se non ci fosse stato quel primo “sì”, detto in quel giorno lontano con voce, sicuramente, impastata di emozione, noi oggi non avremmo avuto il dono immenso di averLa come Vescovo e Pastore.
Se quel giovane di allora avesse avuto paura, noi oggi saremmo più soli. Saremmo senza Padre.
Invece quel “sì” c’è stato. E quel “sì” è diventato la nostra storia. È diventato le nostre parrocchie visitate, le nostre confessioni ascoltate, le nostre vocazioni custodite, i nostri poveri abbracciati.
Grazie per aver perseverato. Grazie perché il Suo sacerdozio non è mai diventato abitudine, è rimasto amore. Un amore fedele, anche quando la Croce si è fatta sentire più pesante sulle spalle. E da Vicario, ma prima ancora da collaboratore e amico so quanti di questi momenti affronta quotidianamente.
Che Lei possa continuare a camminare davanti a noi, Padre. Noi le promettiamo di starle accanto, di sostenerla con la preghiera, di volerle bene come figli.
La affido a Maria, che quel “sì” lo ha detto prima di Lei. Che la Mamma celeste possa custodire il Suo sacerdozio, lo renda ogni giorno più luminoso, più santo, più felice.
Le vogliamo bene.
Con immensa gratitudine e commozione filiale.
Vicario Generale
don Annunziato Laitano
