11 Agosto 2026

Convocazione della XII Assemblea Diocesana -2026

                                                                    

Al Popolo di Dio

ai Sacerdoti

ai Diaconi

alle Comunità Religiose

alla Consacrata dell’Ordo Virginum

alle Aggregazioni Ecclesiali

ai Laici Responsabili degli Uffici Pastorali

                                                               della Diocesi di Cassano all’Jonio

 

 

Convocazione della XII Assemblea Diocesana

                                                               

 

 “Quando San Paolo VI introdusse l’espressione “civiltà dell’amore”, il mondo era segnato dalla Guerra fredda, dalla corsa agli armamenti e da forti squilibri economici. In quel contesto, la Chiesa indicava una via alternativa all’opposizione ideologica tra sistemi, immaginando un ordine sociale in cui giustizia e carità si intrecciano e l’amore diventa principio di organizzazione della vita economica, politica e culturale. Oggi dobbiamo recuperare con forza questa visione: la civiltà dell’amore non è un’utopia ingenua, ma un progetto esigente. Essa consiste nel tradurre la carità in strutture di giustizia, nel dare corpo istituzionale alla fraternità e nel considerare l’altro – sia esso persona o popolo – come un alleato necessario per la costruzione del bene comune. Come ci ha ricordato l’Enciclica Fratelli tutti, solo questo amore sociale, capace di farsi cultura e norma, può generare un ordine internazionale stabile, trasformando la convivenza da semplice coesistenza armata a comunità di destino”.

(Papa Leone XIV, Magnifica Humanitas, n.186)

 

Carissime e carissimi,

quest’anno mi piace raggiungervi condividendo con voi una riflessione tratta dall’Enciclica di Papa Leone XIV Magnifica Humanitas con la quale siamo invitati tutti a non cedere alla tentazione della rassegnazione o del fatalismo, organizzando concretamente “la civiltà dell’amore”, tanto urgente quanto necessaria, nel tempo del disincanto e dell’indifferenza. Viviamo il tempo della negazione dell’alterità, e siamo passati dalla “morte di Dio” alla “morte dell’altro”. È un tempo indubbiamente complesso, ma al tempo stesso gravido di tante opportunità.

Solo l’amore, soprattutto quello senza condizioni, asimmetrico, può generare nel tempo bellezza e fraternità.

L’appuntamento annuale dell’Assemblea Diocesana di Settembre è, e non può che essere, segno concreto di quel processo di conversione della pastorale, in questo cambiamento d’epoca che stiamo vivendo.

Quest’anno, tutta l’Assemblea verterà sul tema: “Formare alla liturgia e lasciarsi formare dalla liturgia”. Ecco di seguito il programma:

Venerdì  18  Settembre

Ore 17:00       Accoglienza

Ore 17:30        Preghiera dei Vespri

Lectio divina:

 “I veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità” (Gv 4,5-42)

 Relatore: Rosanna VIRGILI, biblista

Ore 18:00       Introduzione al tema dell’Assemblea

S.E.R. Mons. Francesco Savino

Ore 18:15        Relazione

“Educati dalla liturgia ed educare alla liturgia”

Relatore: S.E.R. Mons. Claudio MANIAGO,

Arcivescovo Metropolita di Catanzaro-Squillace

Ore 19:00       “L’ars celebrandi è la migliore condizione per l’actuosa participatio” (SCa38)

Relatore: S.E.R. Mons. Francesco Vittorio VIOLA

Segretario del Dicastero per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti

Risonanze e discussione

Ore 20:30       Preghiera

Sabato 19  Settembre

Ore 17:00       Preghiera

Ore 18:15        Conclusioni del Vescovo

Ritengo che sia inutile ricordare il senso e il fine della liturgia.

La costituzione Sacrosanctum Concilium, primo documento del Concilio Vaticano II, al n. 2 sostiene: «La liturgia infatti, mediante la quale, specialmente nel divino sacrificio dell’eucaristia, si attua l’opera della nostra redenzione, contribuisce in sommo grado a che i fedeli esprimano nella loro vita e manifestino agli altri il mistero di Cristo e la genuina natura della vera Chiesa. Questa ha infatti la caratteristica di essere nello stesso tempo umana e divina, visibile ma dotata di realtà invisibili, fervente nell’azione e dedita alla contemplazione, presente nel mondo e tuttavia pellegrina; tutto questo in modo tale, però, che ciò che in essa è umano sia ordinato e subordinato al divino, il visibile all’invisibile, l’azione alla contemplazione, la realtà presente alla città futura, verso la quale siamo incamminati. In tal modo la liturgia, mentre ogni giorno edifica quelli che sono nella Chiesa per farne un tempio santo nel Signore, un’abitazione di Dio nello Spirito, fino a raggiungere la misura della pienezza di Cristo, nello stesso tempo e in modo mirabile fortifica le loro energie perché possano predicare il Cristo. Così a coloro che sono fuori essa mostra la Chiesa, come vessillo innalzato di fronte alle nazioni, sotto il quale i figli di Dio dispersi possano raccogliersi, finché ci sia un solo ovile e un solo pastore».

Le parole della Sacrosanctum Concilium conservano una sorprendente attualità.

Nelle recenti catechesi dedicate proprio al questa Costituzione conciliare, Papa Leone XIV ha ricordato che la liturgia non è anzitutto un insieme di riti o di pratiche religiose, ma il luogo nel quale la Chiesa riceve continuamente la propria identità dal Signore. Celebrando il mistero pasquale, il popolo di Dio non si limita a ricordare un evento del passato, ma viene edificato nella comunione e plasmato come Corpo di Cristo. Per questo, il Papa insiste sul fatto che la liturgia «forma una comunità aperta e accogliente verso tutti», nella quale la partecipazione ai santi misteri diventa scuola concreta di vita ecclesiale. I riti, i segni, il silenzio, la Parola proclamata e l’Eucaristia educano progressivamente il credente a uscire da sé stesso, a riconoscersi parte di un unico corpo e a vivere relazioni riconciliate. La liturgia non educa semplicemente alla preghiera, ma educa alla comunione. In modo ancora più esplicito, riflettendo sul mistero eucaristico, Leone XIV afferma che partecipando all’Eucaristia impariamo «ad offrire noi stessi» e veniamo introdotti «nella dinamica dell’unità», che costituisce «un potente antidoto ai fermenti di divisione che minano il nostro mondo, le nostre comunità, le nostre famiglie e il nostro cuore». L’Eucaristia ci insegna così lo stile stesso di Cristo: il dono gratuito di sé.

Possiamo, allora, affermare senza esitazione che “la liturgia è la prima scuola di fraternità”. Prima ancora di essere un programma pastorale o un progetto sociale, la fraternità è un dono che si apprende celebrando. È nell’assemblea convocata dal Signore, nell’ascolto della stessa Parola, nella partecipazione all’unico Pane e all’unico Calice, che impariamo a riconoscere l’altro non come un estraneo o un concorrente, ma come un fratello e una sorella con i quali condividiamo la stessa dignità di figli di Dio. Solo una comunità che si lascia formare dalla liturgia potrà poi edificare, nella vita quotidiana, quella “civiltà dell’amore” alla quale Papa Leone XIV ci richiama.

Inoltre, in vista della prossima Assemblea, sono certo che fare memoria delle precedenti assisi ecclesiali è un esercizio importante perché la memoria, come custodia del tempo che passa, non solo plasma le nostre coscienze, ma ci fa anche vivere meglio il presente ecclesiale, aprendoci al futuro del nostro essere Chiesa.

Ecco la memoria delle precedenti Assemblee:

  • 2015/2016: Abitare il territorio da cristiani
  • 2016/2017: La Gioia del Vangelo
  • 2017/2018: Evangelizzazione, adulti/famiglia e comunità
  • 2018/2019: Evangelizzazione, iniziazione cristiana e comunità
  • 2019/2020: Evangelizzazione, adolescenti/giovani e comunità
  • 2020/2021: Il Battesimo, germe di rinnovamento della parrocchia
  • 2021/2022: Una Chiesa sinodale: come?
  • 2022/2023: Sinodalità e missione: rilanciare l’evangelizzazione
  • 2023/2024: Crescere nel discernimento, necessità ecclesiale
  • 2024/2025: Una fiduciosa speranza per scelte profetiche
  • 2025/2026: La visita pastorale, occasione per confermare e per ripartire

 

 

L’Assemblea Diocesana costituisce sempre un convenire del popolo di Dio, significativo e importante per la crescita della Chiesa particolare, della Diocesi.

Preghiamo perché l’Assemblea sia veramente un tempo di grazia per tutti e prepariamoci a vivere con gioia ed entusiasmo, assumendo quella postura ecclesiale che ci fa sentire parte del corpo mistico di Cristo, senza cedere alla tentazione dell’accidia, dell’indolenza, nella consapevolezza che il cambiamento è possibile e che porta il nome e il cognome di ciascuno di noi.

 

Una esortazione: chi non si è iscritto lo faccia quanto prima!

 

Vi aspetto!

In compagnia di Maria, donna che ha saputo osare, e di San Biagio, vescovo martire che ha testimoniato la fede donando la sua vita, abitiamo il tempo con profezia e mai con banalità.

Vi voglio bene assai.

Cassano all’Jonio, 24 Luglio 2026

 

  • Vostro Vescovo 

   Francesco Savino