
Un inizio di Quaresima che non sarà come gli altri. Un inizio che profuma di fango e di speranza, di ferite ancora aperte e di mani tese. Il vescovo della Diocesi di Cassano all’Jonio ha scelto di cominciare il tempo più austero e profondo dell’anno liturgico con un gesto dal forte valore simbolico e umano: portare le ceneri là dove il dolore è ancora visibile, là dove l’acqua ha lasciato segni che non si cancellano facilmente.
Alle ore 16, il presule celebrerà la Messa delle Ceneri nella Parrocchia San Raffaele Arcangelo, nel cuore di Lattughelle, una delle zone più duramente colpite dall’alluvione. Una scelta che va oltre il rito, che diventa carezza e vicinanza, silenzioso abbraccio a una comunità ferita. In quella chiesa che ha visto l’acqua entrare come una minaccia, mercoledì entreranno parole di consolazione, preghiere sussurrate, lacrime trattenute e una fede che prova a rialzarsi.
La cenere, segno di fragilità e di conversione, sarà imposta su fronti che hanno già conosciuto la paura. “Ricordati che sei polvere” risuonerà con un’intensità nuova, perché qui la precarietà non è un concetto astratto, ma un’esperienza vissuta. Eppure, proprio lì, tra muri segnati e cuori stanchi, quel gesto antico tornerà a parlare di rinascita.
Al termine della celebrazione, il vescovo farà rientro a Cassano e alle ore 18 celebrerà nella Basilica Minore Santa Maria del Lauro. Un filo invisibile unirà così Lattughelle al centro della città, la periferia ferita al cuore spirituale della diocesi, come a dire che nessuno è solo, che il dolore di una parte è il dolore di tutti.
Sarà una Quaresima che nasce nel segno della condivisione e della prossimità. Una Quaresima che non comincia da un altare lontano, ma dal fango asciugato a fatica, dalle case svuotate, dagli sguardi che cercano futuro. Un gesto semplice, ma potente, che ricorda come la Chiesa, prima di parlare, scelga di camminare accanto. E di restare.
Caterina La Banca
Direttore UCS
