Nuovo anno formativo per Diaconato, Lettorato e Accolitato

Un nuovo anno formativo che non vuole essere soltanto un percorso di studi, ma soprattutto un tempo di discernimento, crescita spirituale e verifica della propria vocazione. È questo il cuore della lettera con cui il vescovo di Cassano all’Jonio, monsignor Francesco Savino, si rivolge ai candidati al Diaconato permanente, al Lettorato e all’Accolitato, annunciando anche le date delle prossime celebrazioni.
Il nuovo percorso formativo prenderà il via sabato 26 settembre 2026 e accompagnerà i candidati attraverso un itinerario articolato tra formazione teologica, liturgica e laboratori pratici. Per chi si prepara al Lettorato sono previste 16 ore di Liturgia e 12 ore di Laboratorio di Liturgia. Per l’Accolitato, invece, 20 ore di Liturgia e Sacramentaria e 12 ore di laboratorio pratico. Più articolato il percorso destinato ai candidati al Diaconato permanente, con Liturgia, Sacramentaria, Teologia Morale, Dottrina Sociale della Chiesa e Laboratorio pratico di Liturgia.
Ma il passaggio più significativo della lettera di Savino riguarda proprio il significato delle tappe che conducono ai ministeri e all’Ordine sacro. Il vescovo richiama le parole del Vangelo di Giovanni: «Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi», ribadendo che nella Chiesa non esiste un diritto all’ordinazione diaconale né a ricevere i ministeri istituiti.
«Ciò che è dono non può essere preteso», scrive Savino, sottolineando che studi, partecipazione agli incontri e servizio nelle comunità sono elementi necessari, ma non costituiscono automaticamente un diritto al ministero. La domanda fondamentale, spiega, non è dunque soltanto «quando arriverò?», ma se il Signore stia realmente chiamando quella persona a servire la Chiesa in quella forma e se la Chiesa stessa riconosca i segni di tale chiamata.
Le celebrazioni per l’istituzione nei ministeri sono attualmente previste per domenica 31 gennaio 2027, per il Lettorato, e domenica 21 febbraio 2027, per l’Accolitato. Date che, precisa il vescovo, rappresentano il momento previsto per le celebrazioni comunitarie, ma non una scadenza obbligatoria per ogni candidato.
«Il calendario è al servizio del discernimento; non è il discernimento a essere subordinato al calendario», afferma Savino, invitando a non vivere il percorso secondo una logica scolastica fatta di corsi, presenze e verifiche fino a un traguardo automatico.
Al centro resta la persona, con la propria storia, i propri doni e le proprie fragilità. Per il vescovo anche l’attesa può essere grazia e un cammino più lungo può diventare un’occasione di maturazione. «La Chiesa non forma funzionari, ma discepoli disponibili al servizio», sottolinea.
Un invito, dunque, a vivere il nuovo anno formativo con libertà interiore e senza la fretta di raggiungere una funzione. «Lasciatevi formare. Lasciatevi accompagnare. Lasciatevi anche interrogare», è l’esortazione conclusiva di Savino, che affida alla Vergine Maria il cammino dei candidati e delle loro famiglie, chiedendo loro di imparare a pronunciare ogni giorno il proprio personale «Eccomi».

Caterina La Banca
Direttore Ucs