22 Febbraio 2020

Omelia VII Domenica del Tempo Ordinario 23 Febbraio 2020

VII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (anno A) [SCARICA]

Lv 19,1-2.17-18; Sal 102; 1 Cor 3,16-23; Mt 5,38-48

23  Febbraio  2020

Anche in questa Domenica, la riflessione attiene ad un passo del Discorso della Montagna, fondamentale del Cristianesimo.

Il brano è costruito in maniera armonica sul tema del perdono e dell’amore. Le antitesi che, come abbiamo annotato Domenica scorsa, che costituiscono una componente rilevante della proposta di Gesù, raggiungono qui il vertice.

Il tema del perdono si sviluppa intorno alla normativa etica della giustizia retributiva, detta comunemente “legge del taglione” (vv.38-42),  denominata sbrigativamente “legge della vendetta” quando, invece, è alla base del diritto antico e moderno e si regge sulla giustizia mirante alla reintegrazione proporzionale del diritto leso.

Gesù propone, invece, un modello di giustizia per sostenere la vita personale e sociale del cristiano e, perciò, lo traduce in una serie di esempi paradossali tratti dalla prassi concreta del mondo giudaico.

“Il manrovescio sulla guancia -scrive il card.Ravasi- era considerato dal giudaismo un atto particolarmente offensivo. La norma sui pegni è tratta da Es.22,25-26 “se prendi in pegno il mantello del tuo prossimo glielo renderai al tramonto del sole”, mentre l’esempio sul prestito si riferisce alla gratuità dei prestiti per gli indigenti suggerita da Es 21,24”.

Attraverso tali esempi paradossali, Gesù non parla soltanto di non-violenza, ma propone “una strategia attiva, inventiva ed aperta, volta a creare un rapporto nuovo con l’avversario, liberandolo dalla sua logica e prassi di malvagità e ingiustizia violenta” (Rinaldo Fabris).

Il secondo tema (vv.43-48) è un canto di amore verso i nemici: è la proposta inaudita dell’esperienza cristiana che non conosce confini o riduzioni, casi o distinzioni, in quanto tende alla “perfezione” stessa di Dio. Come l’amore di Dio è diffusivo e totalizzante, così il discepolo deve vivere l’amore secondo una logica non economica o mercantile, andando oltre ogni riserva e barriera. L’amore per i nemici ha il suo fondamento nella paternità universale di Dio che si deve incarnare e concretizzare negli amici di Gesù. Questa è la differenza cristiana.

La Liturgia della Parola di oggi accosta il Vangelo a un passo del Levitico, che, secondo alcuni studiosi può costituire un’“anticipazione evangelica” anche se la diversità è netta perché l’orizzonte supposto dal Levitico non è certo universale.

Siamo chiamati ad essere perfetti, ad amare come Dio ci ama!

Soltanto l’amore costante e totalizzante ci fa riconoscere come cristiani.

Buona Domenica!

   Francesco Savino