
24 agosto 2026
Grazie di cuore per il vostro augurio che arriva come una carezza; e in un giorno come questo le carezze si sentono tutte, perché profumano di cielo e portano il timbro della grazia.
Sono quarantotto anni da quando due mani si posarono sul mio capo in silenzio, e ancora oggi mi commuove pensare che il Signore abbia voluto affidare un tale tesoro a questo vaso di creta.
Vi porto all’altare, a uno a uno, con i vostri nomi e le vostre ferite: è lì che ogni mattina quelle ferite diventano feritoie di luce. È lì che restituisco al Padre quello che mi ha donato, perché voi siete il mio Vangelo quotidiano, la parte più bella di quel tesoro.
Continuate a pregare per me, perché la mia lucerna non si spenga e io possa restare fedele fino all’ultimo giorno.
Vi benedico con tutto il cuore.
+ Francesco, vescovo
