
Eccellenza Reverendissima,
undici anni fa, nella sapienza della Chiesa e nella luce dello Spirito, Papa Francesco annunciava la Sua nomina a Pastore della Diocesi di Cassano all’Jonio, indicando nel Suo nome il dono che Dio aveva preparato per il nostro popolo.
Non fu un nome tra tanti. Fu il nome che lo Spirito Santo ha ispirato perché conosceva le attese, le fatiche e le speranze di questa terra. Lei non è stato chiamato per sé, Eccellenza, ma per noi. Per camminare con noi. Per custodirci. Per guidarci.
Il ricordo di quell’annuncio resta impresso nei nostri cuori come un momento di gioia autentica. Senza saperlo, eravamo già nel Suo cuore; e Lei, fin dal primo istante, si è inciso nel nostro. Mentre il Santo Padre Le affidava questa comunità da amare e servire, Dio poneva nel Suo animo la passione, la dedizione e quella paternità spirituale che in questi undici anni abbiamo visto tradursi in gesti concreti, parole coraggiose, presenza instancabile.
Ci ha insegnato che il Vescovo non è un funzionario, ma un padre. Non è un testimone isolato, ma uomo di comunione. Ci ha ricordato, con la forza mite del Vangelo, che la Chiesa è famiglia, casa aperta, grembo che genera alla fede. Come il custode fedele della casa di Nazareth, Lei ha vegliato su questa Diocesi con amore discreto e determinato, chiamandoci a diventare una comunità sempre più unita attorno alla Parola.
In questi undici anni abbiamo imparato a guardarci dentro, a non accontentarci di una fede superficiale, a lasciarci provocare dalla speranza. Riprendendo le Sue parole sui “testimoni ordinari della Risurrezione”, abbiamo compreso che la Risurrezione non è solo un evento da celebrare, ma una vita da rendere visibile. E Lei, Eccellenza, ci ha mostrato che il ministero episcopale rende credibile la Risurrezione quando si fa prossimità, coraggio, verità, misericordia.
Oggi non è tempo di bilanci, ma di gratitudine. Undici anni di “grazie” per la Sua guida salda e paterna. Undici anni di “grazie” per averci insegnato che nulla si costruisce senza comunione. Undici anni di “grazie” per essere, in mezzo a noi, testimone credibile della vita che vince la morte.
Siamo certi che, sotto la Sua guida, la nostra Diocesi continuerà a percorrere le vie del bene e del bello, diventando segno vivo della Trinità in un mondo che ha sete di relazioni autentiche e di speranza vera.
Grazie, Eccellenza, per aver detto “sì”.
Grazie per essere, per noi e con noi, pastore e padre.
don Annunziato Laitano
Vicario Generale
