L’Epifania è la festa di tutti coloro che cercano Dio, di coloro che, lontani, si sono messi in cammino dietro “un loro profeta interiore”, mossi da una domanda, da un desiderio di trovare una ragione, un fondamento, un fine da dare alla propria vita, spesso gravida di incertezze e inquietudine, bisognosa di gioie e armonia.
È veramente significativo che la prima parola che i Magi pronunciano è una domanda: “Dov’è Colui che è nato?”. Come sono importanti le domande! Generano percorsi, attivano processi ma soprattutto ci mettono in cammino, in un atteggiamento dinamico, estroverso.
I capi dei sacerdoti e gli scribi di Israele identificano nelle Sacre Scritture il luogo in cui doveva nascere il Cristo, a “Betlemme di Giuda”. La risposta diciamo dei “professionisti” non corrisponde alla domanda di senso dei Magi. Solo il significato più autentico, più interiore del loro cammino potrà rispondere adeguatamente alla domanda che li ha messi in cammino.
Colui che è nato è ciò che ha generato nei Magi il grande desiderio di mettersi in cammino. La nascita del Bambino e la nascita del loro desiderio di adorarlo, sostiene Goffredo Boselli, sono la stessa cosa.
“Dov’è Colui che è nato?” È l’interrogativo che i Magi si portano nel cuore lungo tutto il loro cammino verso Gerusalemme da quando, scrutando il cielo, hanno visto sorgere un astro nuovo che essi hanno chiamato stella, una stella, che secondo una sapienza tramandata, segnava la nascita di un Re salvatore.
Un’altra domanda sorge lasciandoci sempre interrogare da questo “esodo” dei Magi: dove trovano il Cristo? “Lo trovano nella fatica di lasciare le loro case e la loro terra per incamminarsi verso un luogo sconosciuto. I Magi conoscono quell’obbedienza interiore che è all’origine di ogni partenza, di ogni distacco e separazione: “Per fede, Abramo, chiamato da Dio, obbedì partendo per un luogo che doveva ricevere in eredità, e partì senza sapere dove andava” (Eb 11,8). I Magi partecipano alla fede di Abramo con il loro germinale atto di fede in Cristo che attraverso “la sua stella” li mette in cammino: “In Cristo la benedizione di Abramo è passata anche alle genti” (cfr. Gal 3,14). Il Cristo si trova all’origine dei nostri cammini di fede, si trova nella fede in lui che ci chiama alla sequela del suo evangelo” (Goffredo Boselli).
Ancora domandiamoci: dove i Magi incontrano il Cristo? Senz’altro lo trovano nella condivisione dell’unico desiderio che ha generato la loro ricerca. Insieme vedono spuntare una stella, insieme si mettono in cammino, insieme adorano il Bambino e insieme fanno ritorno al loro paese.
Come è importante l’insieme, la condivisione di un desiderio o più desideri con fratelli e sorelle, che diventano compagni di un viaggio alla ricerca del senso e del fine della vita. Lo incontrano laddove la stella si ferma, nel luogo dove si trova il Bambino. È il Bambino la meta del lungo viaggio dei Magi. Non una località ma una persona! L’esperienza cristiana è sempre l’incontro con una persona, una storia, un volto, il “Bambino adagiato nella mangiatoia”.
I Magi incontrano Cristo nella semplicità, in un contesto domestico dove una madre ha in braccio il Bambino. Dio si manifesta nella carne di un bambino, che è la condizione umana più umana che esista. Solo la fede, però, ci consente di riconoscere l’identità di quel Bambino e di adorarlo.
Lasciamoci stupire dall’itinerario non facile dei Magi, lasciamoci accompagnare dal loro cammino ponendoci sempre o partendo sempre dalla domanda: dov’è Colui che è nato?
Santa Epifania del Signore!
✠ Francesco Savino
