Is 42,1-4.6-7; Sal 28; At 10,34-38; Mt 3,13-17

Festa del Battesimo del Signore

 Questa Domenica conclude il Tempo di Natale, con un’ulteriore epifania. A Natale abbiamo celebrato l’Epifania del Salvatore agli “ultimi”, nella festa dell’Epifania la manifestazione alle genti, a tutti, oggi, con il battesimo di Gesù, celebriamo la Sua manifestazione a Israele, concludendo così il tempo delle epifanie dell’incarnazione.

L’avvenimento del Battesimo al Giordano è un punto di arrivo di tutto un percorso umano di Gesù, è una tappa decisiva e significativa di quel processo che l’incarnazione ha innescato.

Sostiene, ritengo giustamente, padre Fabrizio Cristarella Orestano: “Gesù, vero uomo, ha camminato nella fede lasciando che il Padre gli plasmasse il cuore, la mente e la vita; ha fatto delle scelte (nulla è possibile di veramente umano senza compiere concrete scelte costose!) che lo hanno portato a lasciare la casa ed i suoi ed a recarsi nel deserto dove si è messo alla scuola del profeta Giovanni il Battista; si è messo alla sua sequela come dice chiaramente lo stesso Battista quando dice: Colui che viene dietro di me mi è passato avanti (usa l’espressione tecnica della sequela che lo stesso Gesù userà poi per i discepoli: o opíso mou erchómenos). Oggi in massima parte si è d’accordo su questo punto tranne i soliti “doceti mascherati” che non tollerano che si dica che Gesù ha imparato, è cresciuto, ha compreso sempre più sé stesso e il mondo. Chi assume tali posizioni dimentica (oppure minimizza) quello che Luca scrive alla conclusione del suo evangelo dell’infanzia: E Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e davanti agli uomini (Lc 2,52)”.

Domandiamoci, allora: cosa accade realmente a Gesù al battesimo del Giordano?

È giusto precisare che il battesimo di Giovanni Battista era per quelli che desideravano cambiare vita e pubblicamente, sottoponendosi al battesimo, dichiaravano la propria disponibilità a questa conversione esistenziale. Era fondamentalmente un battesimo a carattere penitenziale! Per questo si comprende l’atteggiamento del Battista che voleva impedire a Gesù di sottoporsi a questo rito di immersione, ma Gesù convince il Battista dicendogli: “Lascia fare per ora, perché conviene che adempiamo ogni giustizia”.

Che cosa, allora, accade? Gesù, nel battesimo di Giovanni Battista, prende coscienza, dopo un percorso di discernimento e di consapevolezza, della sua identità e vocazione.

Le espressioni con cui racconta l’evento l’evangelista Matteo (sarebbe bello, significativo e arricchente confrontare le narrazioni degli evangelisti) “si aprirono per lui i cieli”, “vide lo spirito di Dio scendere come una colomba e venire sopra di lui”, ci fanno comprendere che si è trattato di una esperienza direi fortemente interiore, mistica, che ha determinato in Gesù la coscienza del suo essere come figlio di Dio nel mondo, nella storia.

Infatti, dopo l’evento del battesimo, la vita di Gesù cambia radicalmente. Per usare le categorie interpretative del “passato”, Gesù inizia la sua vita pubblica rispetto a quella privata che lo aveva caratterizzato fino al battesimo di Giovanni Battista.

Gesù incomincia ad annunciare il Regno di Dio e a testimoniarlo con gesti terapeutici. Ancor più evidente di questa presa di coscienza da parte di Gesù è la “voce dal cielo” che interpreta in maniera autorevole e credibile il significato dell’esperienza di Gesù: “Questi è il Figlio mio, l’Amato: in Lui ho posto il mio compiacimento”.

Lasciamoci responsabilmente interrogare da questa esperienza di Gesù che ha segnato fortemente il suo cammino umano.

È bello concludere, pensando al nostro battesimo per una presa di coscienza più responsabile nell’“oggi” della nostra vita, con le parole di Papa Francesco: “Il battesimo… non è una formalità! E’ un atto che tocca in profondità la nostra esistenza. Un bambino battezzato o un bambino non battezzato non è lo stesso. Non è lo stesso una persona battezzata o una persona non battezzata. Noi, con il Battesimo, veniamo immersi in quella sorgente inesauribile di vita che è la morte di Gesù, il più grande atto d’amore di tutta la storia; e grazie a questo amore possiamo vivere una vita nuova, non più in balìa del male, del peccato e della morte, ma nella comunione con Dio e con i fratelli… Grazie al Battesimo, siamo capaci di perdonare e di amare anche chi ci offende e ci fa del male; che riusciamo a riconoscere negli ultimi e nei poveri il volto del Signore che ci visita e si fa vicino. Il Battesimo ci aiuta a riconoscere nel volto delle persone bisognose, nei sofferenti, anche del nostro prossimo, il volto di Gesù. Tutto ciò è possibile grazie alla forza del Battesimo!”.

Questa Domenica possa concedere a tutti noi il dono di riscoprire la bellezza dell’esperienza battesimale e di vivere nel mondo da figli di Dio.

Anche noi abbiamo partecipato al gesto del nostro battesimo, in quel gesto è l’inizio di ogni grazia, in quel gesto è l’inizio di ogni predilezione, in quel gesto è l’inizio di ogni predilezione per noi, nel gesto semplice del nostro battesimo …… così che cresca sempre più la sua presenza.” (don Giacomo Tantardini)

Buona Domenica.

 

   Francesco Savino

condividi su