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Omelia VI Domenica del Tempo Ordinario 16 Febbraio 2020


 VI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (anno A) [SCARICA]

Sir 15,15-20; Sal 118; 1 Cor 2,6-10; Mt 5,17-37

16  Febbraio  2020

In questa Domenica leggiamo un altro passo del “Discorso della Montagna” del Vangelo di Matteo. In esso, Gesù indica ai suoi ascoltatori ad “andare oltre” l’osservanza formale della Legge mosaica.

Possiamo dividere il brano in due parti. 

Gesù e la legge: valore autentico della fedeltà ad essa (vv. 17-20). 

Le antitesi: omicidio (vv.21-26), adulterio (vv.27-30), divorzio (vv.31-32), giuramenti (vv.33-37).

Come ebreo fedele, “figlio del comandamento” (cfr.Lc2,41-43) Gesù ha meditato sulla Torah ma, poiché conosce l’intenzione del Legislatore (cfr.Mt 19,8), è autorizzato a interpretarla autorevolmente affinché non sia fonte di oppressione.

La Legge trova in Gesù il suo compimento che ne fa risaltare la volontà di Dio, ne manifesta le intenzioni originarie, ne realizza le dimensioni autentiche: l’evangelista Matteo ricorre al verbo “pleròo” in cui è espressa l’idea di pienezza, perfezione. Gesù ha, dunque, portato a pienezza e perfezione la Legge di Mosè confutando tutte le interpretazioni riduttive degli scribi e dei farisei, uomini religiosi che “filtravano il moscerino e ingoiavano il cammello”(cfr. Mt 23,24), facevano cioè una lettura letteralista e legalista della Sacra Scrittura e disperdevano la volontà di Dio in una quantità asfissiante di precetti la cui osservanza era impossibile.

Per questo Gesù dice ai suoi discepoli: “se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel Regno dei Cieli”.

Le antitesi che seguono presentano uno schema fisso che risponde al diagramma: citazione del testo biblico, commento interpretativo, opposizione con una nuova e radicale interpretazione.

La prima antitesi riguarda l’omicidio e il perdono (vv. 21-26) ed ha il suo vertice nella “liturgia d’ingresso”: “se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna ad offrire il tuo dono”. Nello spirito della coerenza tra culto e vita, testimoniato dalla teologia profetica e dal salterio, Gesù richiede al cristiano di non partecipare al culto prima di aver ricomposto totalmente l’armonia col suo prossimo. Questa indicazione deve richiamarci sulle tante divisioni e sugli odi sottili che spesso persistono nelle nostre assemblee eucaristiche per le quali faremmo bene a ricordare le parole di San Paolo: “poiché c’è un solo pane, noi pur essendo molti, siamo un corpo solo […] Altrimenti vi radunate a vostra condanna”(1Cor 10,17;11, 34).

La seconda antitesi riguarda l’adulterio e lo scandalo (vv.27-30). Gesù, riportando il matrimonio alla donazione totale e alla trasparenza assoluta dell’intenzione interiore, sposta l’accento sulla coscienza e sulla decisione. Il card. G. Ravasi scrive, a proposito: “il verbo «desiderare», nello spirito dell’Antico Testamento ci ricorda che la macchinazione della volontà e della scelta personale, anche se poi non ha per ragioni estrinseche uno sbocco concreto di azione, è già un’opzione e un atto negativo. Così, le radici del male poste nella coscienza che «vede», sceglie, opera, si orienta, devono essere risolutamente troncate”.

Con la terza antitesi riguardante il divorzio (vv.31-32), Gesù riporta il matrimonio “a tutto il suo splendore di donazione totale e gioiosa, al disegno dell’amore stesso di Dio” (G. Ravasi).

L’ultima antitesi attiene ai giuramenti (vv.33-37) che, al tempo di Gesù, regolavano le relazioni interpersonali e sociopolitiche. La sincerità e la veracità erano la norma di ogni rapporto comunitario. Gesù è intransigente e duro nei confronti delle ipocrisie e delle falsificazioni: “Sia il vostro parlare: «sì, sì, no, no»; il di più viene dal maligno”. Egli è talmente radicale che risale all’intenzione ispiratrice di Colui che ha donato la Legge ed invita i suoi discepoli a vigilare sempre sull’intenzione e sulla purezza del loro cuore. 

Oggi Gesù stesso invita ciascuno ad una decisione radicale e libera per il Regno di Dio. Ascoltiamo e decidiamo!

   Francesco Savino