Omelie

Veglia di Pasqua 2016: «Cristo è risorto, Alleluja, Alleluja»


Veglia di Pasqua 2016: «Cristo è risorto, Alleluja, Alleluja» [SCARICA]

Gesù è risorto! Cristo è risorto! Alleluja Alleluja.

E’ il grido di fede e di speranza.

Annuncia ciò che è accaduto duemila anni fa in Gesù e che accade davvero anche oggi, qui tra noi e noi ci crediamo; proclama ciò che ci attende quando vedremo il Risorto, volto rivolto, nella pienezza del nostro tempo, nell’eternità.

E’ risorto!” è l’urlo che risponde al grido terribile “Mio Dio, mio Dio, perché mi hai abbandonato?” nel quale tutte le disperazioni umane, tutte le atrocità, tutte le notti della storia, sono riassunte in un abbraccio dell’Amore che ama sino alla fine. Il grido della Resurrezione è la risposta di Dio che si commuove per Suo Figlio Crocifisso e per le Sue creature nelle quali è impressa la Sua immagine.

Come Vescovo  in questa mia prima veglia di Pasqua tra voi, raccolgo, per farmene eco, il grido di fede e di speranza, di fiducia e di gioia piena, nella consapevolezza che le parole nate dalla mente, come diceva il teologo gesuita card. Tomas Spidlik,  “sono un muro, quelle che nascono dal cuore sono un ponte”.

E il cuore in questa Pasqua mi suggerisce un augurio in due parole: umiltà e gioia.

L’umiltà è vera quando, nella reciproca e graduale conoscenza, prendiamo atto e ci accettiamo nella realtà di ciò che siamo. L’umiltà nasce dalla verità su se stessi: ci consente di riconoscerci fragili e spesso inaffidabili. E ci apre alla fiducia l’uno dell’altro, anche se sconosciuto o appena incontrato. Chi non è umile è sopraffatto dal sospetto e dalla diffidenza e diventa collezionista di mormorazioni. I mormoratori sono uomini “senza speranza” (Sant’Agostino).
I diffidenti e sospettosi  dividono nettamente la vita tra bene e male, come i manichei. E loro sono sempre i migliori. Pensano di essere sempre dalla parte del bene. Il sospetto e la diffidenza rendono il cuore arido, acido, sclerotico.

L’incontro con il Risorto generi in noi la virtù dell’umiltà, senza ipocrisie ed interessi celati, nella consapevolezza di raggiungere un equilibrio possibile con le nostre debolezze.

E il riconoscere Gesù Risorto, sulle nostre strade, nella quotidianità dei soliti incontri, ci riempia di gioia! Quella   che non nasce dal possedere tante cose, ma dall’aver incontrato una Persona, come ci ripete Papa Francesco.

La gioia nasce dal sapere che con Lui non siamo soli, 

 anche nei momenti difficili. Il segreto della gioia è l’amore.

  L’inferno è l’incapacità di amare”. (F. Dostoevskij).

Solo l’amore vince la morte. O l’amore o il nulla.

Il Cristo Risorto restituisce a tutti, senza privilegi o esclusioni, il diritto alla gioia.  La gioia è patrimonio di tutti.

Permettetemi di rivolgere a tutti un invito  che esprimo con la lauda Pascalis di don Domenico Ciardi.

“Oggi il gemere d’ogni silenzio e d’ogni voce

è  fatto canto grande di bellezza

anche all’inferno fioriscono le viole”

Facciamo fiorire i nostri inferni, le nostre periferie esistenziali, i nostri cuori aridi.

Fratelli e sorelle, che siete la mia gioia:

Cristo è Risorto anche per noi, per me, per voi!

Auguri!

+ Francesco Savino