Nel cuore dell’estate, come chiesa, celebriamo la festa forse più popolare e al tempo stesso significativa tra quelle dedicate alla Vergine Maria: l’Assunzione, il transito di Maria da questo mondo al Padre.
Interessante è constatare che il Vangelo, oggi proclamato, non ci porta alla conclusione della vita di Maria ma ci riporta all’inizio, alla Visitazione, per farci capire che per comprendere la gloria di Maria, il suo fine, bisogna analizzare il suo cammino di vita.
Dopo l’annuncio dell’Incarnazione ricevuto dall’Angelo, a cui aveva risposto: “Eccomi, sono la serva del Signore, si compia in me la sua Parola” (cfr. Lc 1, 38), Maria “si alzò e andò in fretta presso la cugina Elisabetta”.
È animata dal desiderio di essere vicina a una donna “graziata dalla Misericordia di Dio”, cui nulla è impossibile.
Questa scelta di Maria ci fa subito comprendere che tutta la sua vita è orientata verso Dio e verso gli altri. Non trattiene il dono ricevuto: lo porta. Non si chiude in se stessa, si mette in cammino.
La dichiarazione di Elisabetta riconosce in Maria la sua fede: “Beata colei che ha creduto che le parole del Signore si compiono!”.
La risposta di Maria a questa dichiarazione di Elisabetta è il Magnificat, un canto di preghiera che legge nell’oggi le meraviglie operate in Lei da Dio, le grandi opere di salvezza riassunte nel frammento della sua esistenza.
Nella Festa dell’Assunzione di Maria celebriamo il nostro destino. Ciò che Dio ha compiuto in Lei è una promessa anche per tutti noi: non siamo nati per la morte ma per il Cielo, per la vita che non muore, la vita eterna, la Resurrezione.
Evidentemente celebriamo oggi la nostra Speranza, che non è una pia illusione ma la certezza che ciò che si è compiuto in Maria di Nazareth si compirà anche in noi.
Sostiene Papa Leone XIV: “Maria, che Cristo risorto ha portato con sé nella gloria in corpo e anima, risplende come icona di speranza per i suoi figli pellegrini nella storia… Il pellegrino ha bisogno della meta che orienti il suo viaggio: una meta bella, attraente, che guidi i suoi passi e lo rianimi quando è stanco, che ravvivi sempre nel suo cuore il desiderio e la speranza. Nel cammino dell’esistenza questa meta è Dio, Amore infinito ed eterno, pienezza di vita, di pace, di gioia, di ogni bene”.
Augurando a tutti una serena giornata, di riposo contemplativo, vi invito, guardando all’Assunta, di alzare lo sguardo verso il cielo.
Terra e cielo sempre insieme.
✠ Francesco Savino
