Il Vangelo di questa V Domenica di Pasqua è collocato all’interno dei tre discorsi di addio che Gesù rivolge nel cenacolo ai suoi discepoli.
Egli dopo aver consegnato loro una proposta di vita: “Amatevi gli uni gli altri nella misura in cui ho amato voi” (Gv 13, 34), e dopo aver puntualizzato, con il gesto della lavanda dei piedi che nella sua comunità non c’è spazio per il potere e per chi vuole prevalere sul fratello e sulla sorella, annuncia la sua partenza e dice loro: “Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me”.
I discepoli vengono esortati a rimanere saldi, fermi, senza lasciarsi abbattere dagli avvenimenti della vita: Lui sarà sempre presente anche se non lo sarà più nella carne.
Gesù dichiara che si allontana da loro perché va dal Padre a preparare un posto poiché nella casa del Padre vi sono molte dimore. Dopo ritornerà perché dove sarà Lui saranno anche loro.
Egli aggiunge che i discepoli conoscono la via per andare dove Lui sta andando. È chiaro che la casa del Padre non è un edificio ma il rimanere, costruendo una relazione profonda con Dio grazie a Gesù. Pertanto la sua partenza non deve rattristarli, anzi li deve rallegrare perché la prospettiva per loro è veramente consolante e consisterà in una comunione intima e profonda con il Padre: è un atto di fiducia che Gesù chiede ai suoi mentre sale al Padre.
A Tommaso che gli chiede come è possibile conoscere la via, domanda legittima che anche noi possiamo farci, Gesù indica sé stesso come la via, la verità e la vita, e nessuno può andare al Padre se non attraverso la persona di Gesù.
Gesù è la via che non è quella che i discepoli si aspettano. Essi si attendono una strada trionfale, di successo, mentre Gesù sta per imboccare la via della croce, quella che conduce al Golgota.
Gesù non è soltanto quello che indica la via, ma è Lui stesso la via, l’unica via, la via che offre ai discepoli la possibilità di raggiungere l’amore del Padre che trasforma e trasfigura.
Gesù è anche la verità, colui che ci rivela il volto del Padre. È a partire da Gesù che noi possiamo conoscere davvero il Padre, non attraverso le nostre costruzioni mentali, la nostra immaginazione e spesso attraverso gli idoli. Egli, dicendo che Lui è la Verità ci invita a farla su noi stessi, sugli altri, sul mondo in cui viviamo.
Lui è la vita, che non è una vita qualsiasi ma è la vita stessa di Dio che ci viene donata. Una vita immune dall’egoismo, dall’avidità, dalla voglia insana di prevalere ed imporsi, dall’invidia, dalla gelosia, dai pregiudizi e dai sospetti. La vita che Gesù ci offre cambia radicalmente il senso, la direzione e lo stile della nostra esistenza.
E a Filippo che chiede a Gesù di mostrare loro il Padre, Gesù puntualizza e ribadisce che chi vede Lui vede il Padre perché Lui è nel Padre e il Padre è in Lui, e aggiunge che chi crede in Lui compirà le opere sue, anzi ne compirà di più grandi perché è Lui stesso a operare in loro.
Il messaggio di questa V Domenica di Pasqua è veramente attrattivo, esprime una seduzione coinvolgente: chi incontra Gesù e lo segue trova la vera strada che porta alla vita piena.
“In fondo ciò che devo dire è sempre una piccola, semplice, verità: come imparare a vivere con la mano nella mano del Signore” (Edith Stein).
Buona Domenica.
✠ Francesco Savino
